TAV Torino-Lione: ennesimo spregio della volontà popolare

Oggi, in IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, abbiamo nuovamente affrontato la questione della TAV Torino Lione.
In discussione la ratifica dell’accordo raggiunto tra il Governo italiano e il Governo francese, per l’avvio dei lavori definitivi della sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, fatto a Parigi il 24 febbraio 2015, con annessi protocolli addizionali e regolamenti contrattuali.

Chiaramente forte è stata la contrarietà del gruppo M5S per un’opera costosa, inquinante e non necessaria.
Costosa perché siamo già a quasi 9 miliardi di costi per la sola parte italiana dell’investimento e ogni volta che si mettono le mani sugli interventi da effettuare questi “stranamente” lievitano sempre di più;
Inquinante perché si sventrano le migliori colline alpine del nostro territorio, come quelle della Val di Susa, con un impatto ambientale devastante;
Non necessaria perché l’attuale tratta che passa attraverso il traforo del Fréjus risulta sottoutilizzata e gli studi che prevedono aumenti dei traffici (passeggeri e merci) risultano decisamente troppo ottimistici. Infatti, la stessa Corte dei Conti francese ha bocciato il progetto, in un parere espressamente richiesto dal Governo d’Oltralpe, sostenendo che i costi difficilmente sarebbero recuperati anche in un futuro contesto economico favorevole.

Noi del M5S non siamo contro la costruzione di nuove infrastrutture strategiche per il nostro Paese. Anzi! Al contrario! Da sempre sosteniamo la necessità impellente di un potenziamento della nostra rete dei trasporti, indirizzando però gli investimenti per migliorare le linee esistenti, per potenziare il trasporto pubblico locale e adeguare e modernizzare le linee ferroviarie, la stragrande maggioranza delle quali sono ancora a binario unico e in condizioni tecnologiche pietose, con enormi rischi per la sicurezza dei cittadini, come abbiamo potuto constatare tutti nel recente disastro ferroviario tra Andria e Corato del 12 luglio scorso.

Ci accusano di essere contro il progresso, quando in realtà siamo contro opere inutili che hanno l’unica ragion d’essere negli appetiti famelici del sistema dei partiti. Come numerose inchieste giudiziarie hanno dimostrato l’interesse per l’alta velocità per molti dei suoi paladini, altro non rappresenta che una enorme opportunità di illecito guadagno. Noi siamo in Parlamento e nelle piazze per impedire di lucrare sulla nostra pelle ma per fare questo abbiamo bisogno anche del tuo sostegno.

Terzo valico dei Giovi a chi serve?

Mentre il Paese affoga sotto il fango, il Governo si appresta, con questo provvedimento, a finanziare opere inutili come il Terzo valico dei Giovi per la linea dell’Alta Velocità Milano-Genova. L’articolo 3, infatti, destina al c.d. Fondo “sblocca cantieri” 3 miliardi e 890 milioni di euro e dispone che le suddette risorse vengano assegnate, con uno o più decreti, sia a singoli interventi sia a categorie generiche di interventi. Tra questi, all’articolo 3, risulta il Terzo valico dei Giovi, linea AV/AC Milano-Genova, un’opera talmente inutile che fu osteggiata dagli stessi vertici delle Ferrovie dello Stato quando fu presentata agli inizi degli anni novanta. Note sono in  merito le dichiarazioni di Lorenzo Necci, l’allora Commissario Straordinario delle Ferrovie dello Stato, che l’aveva considerata non remunerativa in termini di flussi di traffico. Stessa posizione assunta anche dai suoi successori come Mauro Moretti che dal 2006, da quanto assunse l’incarico ai vertici delle Ferrovie dello Stato, ha sempre rilasciato dichiarazioni sulla sua totale inutilità. Eppure il sistema dei partiti, ai vari livelli di Governo, ha sempre spinto per la realizzazione di quest’opera sovrastimando le stime sui flussi di traffico passeggeri e merci in modo da giustificarne la pubblica utilità. Ci chiediamo come sia possibile questa sopravalutazione quando risulta non essere mai stata preparata una reale e dettagliata valutazione costi-benefici relativa all’infrastruttura. Costi che sono da brivido per un Paese super indebitato come l’Italia. A distanza di oltre 20 anni dalla presentazione del progetto il preventivo per i 54 chilometri del Terzo Valico è lievitato a 6 miliardi e 200 milioni di euro, ossia 115 milioni di euro al km. Tutti soldi pubblici! Perché degli oltre sei miliardi di euro nemmeno un centesimo verranno coperti dai privati ai quali è stata affidata, senza alcuna gara di appalto, la progettazione, la realizzazione e la verifica dei lavori. Anche l’Europa non stanzierà un euro. Se consideriamo che i costi a preventivo aumentano in genere di 2, 3 volte a fine lavori, dobbiamo ipotizzare che quest’opera arriverà a costare sui 20 miliardi di euro. Qualcuno potrebbe sostenere che trattandosi di un investimento prima o poi questi soldi torneranno indietro. Purtroppo non sarà così! Non solo questi soldi non saranno mai recuperati ma, secondo un piano di fattibilità di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) del 2004, si stima che solo il 15 per cento del costo della realizzazione e delle spese di funzionamento e relativa manutenzione dell’opera verrà coperto dai ricavi di mercato. Il restante 85 per cento resterà a carico delle casse dello Stato in modo perpetuo! Altro che investimento! Quest’opera rappresenterà un suicidio economico per il Paese!

Pertanto, con il mio ordine del giorno, chiedo al Governo di procedere nel più breve tempo possibile ad avviare, secondo criteri di massima trasparenza e attraverso un ampio coinvolgimento dei soggetti interessati, una reale analisi dei costi e dei benefici dell’opera esaminando non solo l’impatto economico-finanziario ma anche  socio-ambientale che avrà sulle finanze pubbliche. Inoltre, chiedo al Governo di valutare l’opportunità di sospendere la realizzazione dell’opera destinando le risorse ad oggi individuate per interventi di ammodernamento e messa in sicurezza delle linee esistenti.