Poste di Asti: basta carenze di organico


In Provincia di #Asti, negli ultimi 4 anni, il personale di #Poste Italiane è calato di ben 200 addetti. Come hanno risolto il problema della riduzione di organico? Semplice! Con l’introduzione dei “giorni alterni” di apertura degli uffici e del servizio di recapito e con il ricorso massiccio ai contratti a termine. È arrivato il momento di dire basta!  

Ieri ho depositato un’interrogazione per chiedere al Governo di intervenire con urgenza per sopperire alla carenza di organico del personale di Poste Italiane nell’astigiano, ormai non più tollerabile e per porre fine agli abusi dei contratti a termine, alimentando il già diffuso fenomeno del precariato nel nostro Paese, fenomeno ancor più riprovevole se ad abusarne è un’azienda a controllo pubblico come Poste Italiane che percepisce lauti e sostanziosi contributi per il servizio svolto e dove i manager guadagnano milioni di euro l’anno. È arrivato il momento di cambiare indirizzo alle nostre Poste!

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Langhe Roero Monferrato: ciclovia Unesco, finanziabile grazie a emendamento M5S

Mappa  percorso ciclabile UNESCO

Nell’ultima “Inchiesta del  sabato” de La Stampa (11 febbraio) si parla della realizzazione del percorso ciclabile “Terre dell’Unesco”, inchiesta che ho letto con grande interesse.

Abbiamo intorno a noi un territorio splendido, spesso accostato a certe zone della Toscana, che merita di essere valorizzato e “goduto” e vissuto con l’ausilio di ogni mezzo. Il progetto di questa pista ciclabile è un’opera sicuramente molto utile per incentivare il turismo ed invogliare ad esplorare e conoscere il nostro territorio. In questa ottica ritengo del tutto ragionevole coniugare insieme tale progetto con la riattivazione delle linee ferroviarie che attraversano i territori dell’Unesco, linee che, nonostante diversi solleciti, giacciono ancora dismesse nel “dimenticatoio”.

Nell’articolo dell’ ”inchiesta”, citato sopra, leggo sia dichiarazioni piene di entusiasmo per il percorso ciclabile sia una corale preoccupazione: i soldi? Com’è ormai noto, per il recupero delle linee ferroviarie ho presentato un’apposita risoluzione in commissione trasporti. Le piste ciclabili, in parte, potrebbero essere finanziate grazie ai fondi sbloccati dal M5S. Con l’emendamento  approvato nel 2013 (a prima firma Dell’Orco) furono sbloccati ben 12,5 milioni di euro a favore delle piste ciclabili e della sicurezza dei ciclisti.

Ma “sbloccare”, si sa, in Italia è una parola grossa. E così, malgrado l’emendamento fosse a tutti gli effetti diventato legge, i governi che si sono susseguiti, hanno regolarmente lasciato quei soldi chiusi in cassaforte. Il M5S, però, non ha mai mollato la presa. Dopo una serie impressionante di richiami, interrogazioni, proteste, mailbombing, e manifestazioni. Alla fine il ministro ha ceduto e i finanziamenti sono stati sbloccati.
A novembre 2016 è arrivato finalmente il decreto ministeriale con cui si assegna al fondo 12.348.426 euro.
Il decreto di riparto delle risorse, pienamente esecutivo dal 1 febbraio 2017, assegna alla regione Piemonte 796.364,20 euro. Si può utilizzare il fondo presentando entro 150 giorni un programma di interventi che il Ministero finanzierà al 50%.
È sicuramente insufficiente alla realizzazione dell’intero progetto, ma comunque molto utile per i comuni che vogliono ripristinare, mettere in sicurezza o costruire alcuni pezzi di questo grande progetto, che poi potrebbero venire  uniti, per creare un un unico grande percorso ciclabile.

Per questo, consiglio agli amministratori locali che hanno già progetti da realizzare, di cominciare a prendere contatti con l’assessore ai trasporti Balocco, per chiedere sin da subito come la Regione intenderà gestire quei fondi.

Anche il candidato sindaco M5S di Asti Massimo Cerruti, alle prese con il programma per la mobilità di Asti, esprime grande soddisfazione per il risultato ottenuto a livello parlamentare e auspica la prossima realizzazione di infrastrutture ciclabili di qualità anche sul nostro territorio comunale.

RIATTIVAZIONE DELLA LINEA FERROVIARIA  ASTI – ALBA 


Nella giornata odierna ho sollecitato la calendarizzazione della mia Risoluzione che impegna il Governo a mettere in campo ogni iniziativa, anche di carattere finanziario, per la immediata riattivazione della linea ferroviaria  Asti-Alba e delle altre insistenti nel perimetro dei paesaggi vitivinicoli del Piemonte delle Langhe-Roero e Monferrato, patrimonio mondiale Unesco.
Ho constatato disponibilità da parte del Presidente Meta, però occorre che tutti i parlamentari piemontesi che abbiano a cuore il problema, in particolare i miei colleghi deputati, si attivino direttamente sollecitando la commissione trasporti affinché dalle intenzioni si passi ai fatti. Le opposizioni come è noto non hanno grandi margini per poter influire sul calendario dei lavori, per questo conto molto sulla moral suasion delle amministrazioni comunali interessate dalla linea ferroviaria, nei confronti dei deputati di maggioranza.

Se verrà calendarizzata la  Risoluzione, il Governo non potrà tirarsi indietro, poiché parliamo della riattivazione di linee ferroviarie transitanti in un territorio patrimonio mondiale Unesco.

Questa questione esula dalla programmazione regionale della mobilità ferroviaria e assume valenza internazionale, trattandosi di un territorio conosciuto in tutto il mondo per i suoi paesaggi unici, tutelati da organismi internazionali.

Pertanto auspico un forte impegno da parte di tutti i livelli istituzionali del Piemonte, per non perdere questa importante occasione di portare in Parlamento un tema molto sentito in regione, la riattivazione delle linee ferroviarie storiche insistenti nel territorio delle Langhe-Roero e Monferrato, che è una formidabile opportunità di promozione e sviluppo delle nostre terre.

Carceri di Asti e Alessandria: chi sono i veri carcerati? 


Le carceri di Asti e di Alessandria sono al collasso! Asti detiene il non invidiabile primato di istituto penitenziario con il più alto tasso di sovraffollamento: il 140% oltre la media nazionale del 108%. A fronte di una capienza di 207 posti, infatti, ci sono attualmente 290 reclusi. A peggiorare le cose c’è anche la sua recente trasformazione da casa circondariale a casa di reclusione ad alta sicurezza con la progressiva sostituzione di soggetti detenuti per piccoli reati con criminali condannati per mafia, omicidi e gravi reati puniti con l’ergastolo. Come ho evidenziato nella mia interrogazione, a tale cambiamento di status dell’Istituto non vi è stata nessuna revisione della pianta organica e delle competenze degli operatori che, viceversa, continuano ad operare con la medesima cronica carenza di personale. Analogo discorso per il carcere di Alessandria.
La situazione è, ormai, da tempo esplosiva. Quotidiani sono gli episodi di agenti aggrediti o minacciati di morte da soggetti appartenenti alla criminalità organizzata. Non solo! Gli agenti sono costretti a turni massacranti, a carichi di lavoro insostenibili e a pressioni di ogni tipo. Tutto questo mi induce a pormi una domanda: chi sono i veri carcerati? Ho l’impressione che siano i nostri baschi azzurri che ogni giorno sacrificano la loro vita per garantire la nostra sicurezza. Però adesso è arrivato il momento di dire basta! Il Governo chiarisca cosa intenda fare per ovviare alla cronica carenza di organico degli istituti di pena di Asti e di Alessandria.

Asti e Alessandria dimenticate dal governo!

Governo chiarisca!
Nella giornata di ieri ho presentato un’interrogazione parlamentare e sono intervenuto nell’Aula di Montecitorio per sollecitare il Governo a sanare la beffa dell’esclusione delle province di Asti e di Alessandria dal riconoscimento dello stato d’emergenza a seguito delle esondazioni che si sono verificate il 23, 24 e 25 novembre 2016 nel nordovest del Paese.
Il Consiglio dei Ministri, infatti, nella seduta del 16 dicembre scorso, ha deliberato lo stato d’emergenza per le sole province di Cuneo, Torino, Imperia e Savona escludendo inopinatamente le province di Asti ed Alessandria che paradossalmente sono state quelle maggiormente investite da tale calamità. Ho ricordato i numerosi danni patiti da cittadini e imprese nelle province escluse; dello straripamento del Bormida e del Tanaro che hanno invaso numerosi campi e attività produttive e messo a rischio la staticità di alcuni ponti ed edifici.
Non è comprensibile e tollerabile che famiglie ed imprese distanti pochi chilometri ma risultanti in Province differenti possano ottenere dallo Stato un diverso trattamento.
Per tale ragione sia nella mia interrogazione che nel mio intervento in Aula a Montecitorio ho chiesto al Governo di chiarire quanto prima il motivo per cui i territori della Provincia di Asti e di Alessandria, pur essendo stati investiti in pieno dagli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati lo scorso mese, siano stati esclusi dalla deliberazione sullo stato di emergenza.
Chiaramente non solo chiarisca ma provveda a sanare!

RENZI IN TOUR IN PIEMONTE DICA LA VERITÀ SUGLI ALLUVIONATI DEL 1994

Esattamente 22 anni fa, l’8 novembre 1994, le popolazioni di Asti, Alessandria, Cuneo e Torino contavano i danni e i morti della devastante alluvione che due giorni prima mise in ginocchio l’intero Piemonte. Oltre 70 vittime e 3 mila sfollati. 
Moltissimi di loro che hanno perso tutto ancora oggi attendono i rimborsi delle tasse che comunque sono stati costretti a pagare a fronte di una legge che consentiva loro di regolarizzare la loro situazione debitoria versando solo il 10 per cento di quanto dovuto. Molte brevemente, per non tediarvi troppo, l’art. 4, comma 90, della legge 350 del 2003 estendeva il regime tributario favorevole (10% dei tributi totali) previsto per i terremotati della Sicilia del 1990 anche ai soggetti colpiti dagli eventi alluvionali del novembre 1994. Quindi anche gli alluvionati del Piemonte potevano regolarizzare la loro posizione debitoria (triennio 1995-97) in materia di tributi, contribuiti e premi versando il 10% di quanto dovuto. Il termine per la regolarizzazione veniva prorogato al 31 luglio 2007 per gli alluvionati del nord e al 31 marzo 2008 per i terremotati della Sicilia (art. 3 quater del decreto legge 300/2006) .

Cosa è successo?

Molti ligi contribuenti, disinformati dagli stessi Enti (Entrate, Inps, Inail) hanno versato il 100 per cento dei tributi a fronte del 10 per cento autorizzato. Nel 2007 una sentenza della Cassazione Sez. Tributaria stabiliva che l’agevolazione della riduzione del carico fiscale al 10% valeva anche per chi aveva versato l’intero importo. Pertanto avevano diritto a vedersi rimborsato il 90%.

Qual è il problema?

Risolto un problema se ne è aperto un altro: i termini entro cui poter chiedere tali rimborsi. La giurisprudenza si è attestata nel ritenere che i termini (come disposti dal sopra citato art. 3 quater DL 300/2006) sono perentori e decadenziali per avanzare le domande sia di versamento agevolato che di rimborso. I siciliani (i cui termini scadevano al 31 marzo 2008) però sono riusciti con l’art. 1, comma 665, della legge 190/2014 (legge di stabilità 2015) a spostare a marzo 2010 i termini per la domanda del rimborso delle somme versate in eccedenza al 10 per cento. La sentenza della Corte di Cass. Sez. Trib n. 6686 del 2015 stabiliva che la suddetta proroga si applica anche agli alluvionati del nord del 1994 mentre la Cassazione Sez. Lavoro competente in materia di contributi INAIL/INPS ha viceversa detto il contrario. Ossia: che ci vuole una specifica previsione normativa per procedere con i rimborsi delle eccedenze anche per gli alluvionati del 1994 ed è quello che chiedevo nell’emendamento da me presentato ieri [vedi qui] al decreto legge fiscale in discussione alla Camera dei deputati. Il PD, il partito del premier Renzi, si è opposto. 

Come?   

Dichiarandolo inammissibile! Ieri sera i deputati del PD, in sordina, hanno bloccato il mio emendamento non ammettendolo alla discussione per non mettere in imbarazzo Renzi in visita ad Asti e Alessandria, due territori direttamente interessati. La solita scusa: problemi di copertura finanziaria! Mi chiedo: come fa il PD a sostenere che sono difficili da reperire 15 milioni di euro annui, per i prossimi tre anni, per venire incontro a cittadini ed imprese che hanno avuto devastate le loro case e loro attività economiche quando lo stesso Renzi per i suoi continui voli di Stato – gli stessi che avrà impiegato per fare campagna referendaria oggi in Piemonte – spende oltre 50 milioni di euro l’anno?

Gli astigiani e gli alessandrini, i miei concittadini, hanno la scorza dura! Per questo sono sicuro che, come sono riusciti a superare questa devastante alluvione, non si faranno gabbare da un personaggio che oltre a voler devastare la nostra Costituzione usa mezzucci per impedire che un emendamento scomodo possa essere messo in discussione per non rovinargli la sua campagna referendaria. Un’ottima ragione per ricordarglielo il prossimo 4 dicembre.

EMENDAMENTO

DL 193/2016: Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili. C. 4110 Governo.

Art. 7-bis. 

(Riapertura dei termini per il rimborso delle somme tributarie versate dagli alluvionati del 1994).
1. I soggetti colpiti dagli eventi alluvionali del novembre 1994 destinatari dei Pag. 307provvedimenti agevolativi ai sensi di quanto disposto dall’articolo 4, comma 90, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, che hanno versato somme dovute a titolo di tributi, contributi e premi per il triennio 1995, 1996 e 1997 per un importo superiore al limite del 10 per cento come previsto dall’articolo 9, comma 17, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, hanno diritto, fermo restando i limiti imposti dalla Decisione della Commissione europea riguardante le misure SA.33083, al rimborso di quanto indebitamente versato. 

2. Il termine di presentazione delle domande di cui all’articolo 4, comma 90, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, è differito al 31 giugno 2017. La presente disposizione si applica entro il limite di spesa di 15.000.000 euro annui a decorrere dall’anno 2017. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando, quanto a 15.000.000 euro per l’anno 2017 e a 15.000.000 euro annui a decorrere dall’anno 2019, l’accantonamento relativo al medesimo Ministero e, quanto a 15.000.000 euro per l’anno 2018, l’accantonamento relativo al Ministero del lavoro e della previdenza sociale. 

7. 077. Paolo Nicolò Romano, Pesco, Alberti. 

(Inammissibile)

Ferrovia Alba-Asti: la non risposta del governo al mio Question Time

Oggi, dopo numerosi solleciti, finalmente il Governo, nella persona del Sottosegretario delegato Umberto Del Basso De Caro, è venuto a rispondere ad una mia interrogazione in merito alla riattivazione della storica linea ferroviaria Asti Alba. La mia domanda molto semplice era rivolta a capire quali iniziative il Governo intendesse intraprendere per sostenere la regione Piemonte nell’immediata riattivazione della linea ferroviaria Asti-Alba e delle altre insistenti nel perimetro dei Paesaggi vitivinicoli del Piemonte delle Langhe-Roero e Monferrato, patrimonio mondiale Unesco, quali l’altrettanto storica e strategica linea ferroviaria Alessandria- Nizza Monferrato – Castagnole delle Lanze – Alba.

Più chiaro di così si muore: il Governo intende intraprendere delle iniziative per la riapertura di queste linee. Se si! Quali?

Ebbene! Avete tutti modo di leggere la risposta del Governo qui. Il Sottosegretario è venuto a dirci che l’acqua se riscaldata diventa calda ossia che “il ripristino della linea comporterebbe l’assunzione dell’onere da parte dello Stato delle risorse per la realizzazione delle opere infrastrutturali e per la loro successiva manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, da trasferire al gestore attraverso gli strumenti dei Contratti di Programma.” Insomma: la scoperta dell’acqua calda. Invece di dirci cosa intendesse fare per la valorizzazione di una importante linea ferroviaria che attraversa siti patrimonio dell’umanità è venuto a raccontarci lo stato in cui versa la ferrovia, ormai dal 2010 in totale stato di abbandono, e quali interventi infrastrutturali occorrono per il ripristino della galleria Ghersi. Tutte cose note e stranote.

La mia risposta a questa ennesima presa in giro non è mancata. Ho ricordato al sottosegretario che il Governo deve dimostrare con i fatti la volontà di sostenere il trasporto ferroviario che è la modalità di trasporto più efficiente, meno inquinante, più sicura e col minore impatto sul territorio esistente. Invece noi assistiamo da anni a politiche della mobilità tutte incentrate sul trasporto su gomma che rappresenta la più inquinante, energivora e pericolosa modalità di trasporto esistente. Non si riescono a trovare 12 milioni di euro per rendere agibile la galleria Ghersi  quando si pagano milioni di euro per acquistare quote di CO2 da altri Paesi per regolarizzare la nostra posizione in merito ai livelli di emissione consentiti dal protocollo di Kyoto che proprio incentivando il trasporto ferroviario potremmo evitare di pagare. Per non parlare dei miliardi di euro che il Governo spende in progetti faraonici e di inutili, come l’Alta Velocità del Terzo Valico considerata inutile dalle stesse ferrovie dello Stato, mentre si lasciano morire linee ferroviarie storiche e strategiche quali la Asti Alba, la Alessandria- Nizza Monferrato e la Castagnole delle Lanze – Alba che mettono in collegamento paesaggi unici che ci invidiano in tutto il mondo e le cui riattivazioni rappresenterebbero un importante volano economico per questi territori segnati duramente dalla crisi.

Per tutte queste ragioni non potevo essere assolutamente soddisfatto della risposta del Governo che prima va a casa meglio è per tutti.

Riapriamo la ferrovia Asti-Alba

Oggi insieme ad Ivano Martinetti, capogruppo del M5S di Alba, ho presentato alla stampa locale la risoluzione da me depositata alla Camera dei Deputati per chiedere il ripristino del collegamento ferroviario tra Alba ed Asti.
L’utilità per studenti e lavoratori pendolari è indubbia, lo dimostrano i dati di traffico quando la linea era ancora operativa al 100%.
È assurdo che non ci sia un collegamento con mezzi pubblici adeguati, visto che Asti ed Alba condividono sempre più servizi essenziali quali ad esempio l’ospedale e il tribunale.  Inoltre questa tratta potrebbe essere un comodo servizio per i turisti, sempre più numerosi in seguito al riconoscimento delle colline del vino di Langhe­, Roero e Monferrato quali patrimonio mondiale dell’umanità da parte dell’Unesco quindi si aprirebbero anche interessanti scenari per lo sviluppo di treni panoramici.
Tra l’altro voglio ricordare che nella presentazione della candidatura all’Unesco, era indicato con chiarezza, la presenza di una articolata linea ferroviaria in grado di agevolare la mobilità di residenti e turisti.

Purtroppo invece, si sente parlare di assurde ed irrealizzabili proposte, come quella per la conversione in pista ciclabile, proposta che arriva tra l’altro da un area politica da sempre molto disattenta a queste tematiche, cosa che ci fa venire il sospetto che sotto alla riconversione della ferrovia, in realtà si nasconda qualche altro interesse!

La linea è ancora armata e in buono stato di conservazione e facilmente riattivatile, per questo chiediamo di riaprire subito la tratta tra Asti e Neive, e di far partire  i lavori di ripristino della galleria del Ghersi  e tornare ad offrire il servizio fino ad Alba.
Per questi motivi ho presentato una risoluzione in IX commissione alla Camera, che chiede di finanziare i lavori straordinari per il completo ripristino di tutta la linea.

A latere ho incontrato il sindaco di Alba, Maurizio Alfredo Marello che si è dimostrato molto disponibile e interessato a questa tematica  in quanto è considerata una priorità per molti Albesi residenti e un comodo servizio per i sempre più numerosi turisti.

P.S.
Ovviamente non siamo contrari a una pista ciclabile, ma esistono già valide alternative lungo il fiume Tanaro.

Paolo Romano ferrovia Asti Alba

da sinistra: Paolo Romano, Maurizio Marello, Ivano Martinetti

 

 

 

Teleriscaldamento ad Asti: una pessima idea!

L’ impianto di Teleriscaldamento nel cortile dell’Ospedale di Asti.
Venerdì 29 Aprile una delegazione del Movimento 5 Stelle alla Conferenza dei Servizi.
Il Senatore Carlo Martelli, i Deputati Ivan Della Valle, Davide Crippa e Paolo Romano e il Consigliere Regionale Paolo Mighetti saranno ad Asti Venerdì 29 Aprile ore 10 presso la Provincia di Asti per la Conferenza dei Servizi decisoria sul progetto di Teleriscaldamento.
Tra i nodi più intricati da sciogliere, la collocazione degli edifici che ospiteranno caldaie e motori per la produzione di calore e saranno sormontati da quattro ciminiere alte 35 metri nell’area a ridosso del Cardinal Massaia e il conseguente cambio di destinazione d’uso della stessa.
Per i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, un’ubicazione sciagurata, che fa a pugni con il concetto di salute e di luogo di ricovero e cura.
Eppure, durante la Conferenza dei Servizi del 15 Aprile scorso, il funzionario istruttore della Regione Piemonte (Settore Copianificazione Urbanistica) ha espresso parere favorevole sotto l’aspetto ambientale e urbanistico.
I tecnici dell’Arpa hanno invece giudicato “non motivata” la proposta di modifica al piano regolatore. Infatti l’impianto, per stessa ammissione del proponente AEC S.p.A, avrà “caratteristiche industriali” e dovrebbe dunque collocarsi in aree a destinazione d’uso produttivo/artigianale e non a pochi passi da ospedale, scuole, residenze private e aree verdi.
I parlamentari e il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle assisteranno ai lavori della Conferenza dei Servizi per seguire da vicino anche l’evolversi di un’altra questione spinosa, quella delle evidenze tecniche che qualificano il progetto di teleriscaldamento astigiano come “non efficiente”, a causa delle dispersioni di energia lungo i 30 km di rete dimostrati negli elaborati di progetto e riconosciuti dallo stesso proponente.
Gli stessi valuteranno poi, laddove dovesse passare il concetto di Ospedale compatibile con pertinenze di tipo “industriale” e ciò venisse validato durante la Conferenza dei Servizi, tutte le iniziative necessarie ad impedire che tale opera abbia a realizzarsi.

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Ferrovia: Asti – Castagnole Delle Lanze – Alba non è un ramo secco e va riaperta!

Ferrovia Asti – Alba: riaprirà o non riaprirà? Questo è il dilemma. Lunedì 29 febbraio, presso il municipio di Castagnole delle Lanze, c’è stato il tanto atteso incontro fra i sindaci delle amministrazioni comunali, interessate alla riapertura della tratta ferroviaria Alba-Asti, e l’assessore ai Trasporti della regione Piemonte Francesco Balocco. Tra loro presenti anche le associazioni e i comitati che da anni si battono per la riapertura di questa storica e strategica linea ferroviaria, chiusa nel 2010 per l’inagibilità della galleria Ghersi.

Non potevo certamente mancare all’appuntamento poiché non stiamo parlando di una semplice tratta ferroviaria di provincia, ma bensì della valorizzazione di un territorio che, dal 2014, è patrimonio mondiale dell’Unesco per i paesaggi vitivinicoli delle Langhe-Roero e Monferrato del Piemonte.
Durante l’incontro si è parlato sia della trasformazione un po’ utopistica della linea ferroviaria in pista ciclabile, sia della sua riattivazione.
L’assessore regionale del Partito Democratico Francesco Balocco ha sottolineato un dato di fatto importante: partendo da una coesione territoriale si potrà procedere in seguito ad una ricontrattualizzazione della linea insieme a Trenitalia. Inoltre, ha affermato l’importanza di fare nuovi studi di fattibilità per risolvere, in primis, il problema delle frane adiacenti alla galleria Ghersi e, in secundis, valorizzare un patrimonio paesaggistico protetto dall’Unesco.

Il presidente della Provincia di Asti Marco Gabusi ha ribadito che il suo gruppo sta già lavorando a studi di fattibilità per la trasformazione della tratta Castagnole – Alba in pista ciclabile, in quanto ad oggi non si hanno ancora date precise sull’inizio dei lavori per la riattivazione della linea sia da parte di Trenitalia che da parte della Regione Piemonte.

In tutto questo iter burocratico, come spesso accade in Italia dove ci si rimpalla le varie responsabilità, è altresì importante sapere che Trenitalia fino al 2019 – 2020 non ha l’obbligo di indire delle gare per iniziare eventuali lavori di ristrutturazione. Quindi, per il momento, non ha nessun interesse né alla riattivazione della tratta né alla sua valorizzazione.

Il M5S è sicuramente contrario alla trasformazione della tratta in una pista ciclabile perché, se da un lato, è una soluzione utopistica, dall’altro comporterebbe per lo stato un vero e proprio spreco di denaro pubblico.
In merito a queste considerazioni e a chiosa di questo breve resoconto dell’incontro posso dirvi che la riattivazione della linea ferroviaria Asti-Alba, come dell’altrettanto storica e strategica linea Alessandria – Alba, assume inevitabilmente un carattere nazionale. Per questo ho ritenuto necessario investire della problematica il Governo presentando la Risoluzione in Commissione Trasporti della Camera che potete leggere qui.

Numerosi cittadini si sono già attivati scrivendo ai deputati della IX Commissione Trasporti della Camera per chiedere una celere calendarizzazione della Risoluzione che, se approvata, impegnerà il Governo “a mettere in campo ogni iniziativa di competenza, anche di carattere finanziario, per la immediata riattivazione della linea ferroviaria Asti-Alba e delle altre insistenti nel perimetro dei paesaggi vitivinicoli del Piemonte delle Langhe-Roero e Monferrato, patrimonio mondiale Unesco.
Cosa dire dell’incontro fra l’Assessore regionale ai trasporti e i sindaci del comprensorio? Solo esprimere questa conclusione: la riapertura della ferrovia Asti-Alba rimane ancora un dilemma…