Nessun taglio alle periferie!

Leggo su La Stampa di Asti di oggi, 9 Agosto 2018, che il Sindaco di Asti Maurizio Rasero, accusa il Governo di tagliare i fondi ai Comuni per le periferie.

L’emendamento approvato al Senato della Repubblica all’unanimità, a cui fa riferimento il Sindaco pro tempore di Asti, al contrario, sblocca finalmente 1 miliardo di euro per permettere investimenti agli 8000 Enti locali, facendo finalmente saltare i vincoli di bilancio imposti dal PD, che in questi anni hanno impedito ai Sindaci di utilizzare gli avanzi di amministrazione accumulati negli esercizi precedenti.

Venendo invece alla questione dei fondi per le periferie, il Governo è intervenuto per dare attuazione alla sentenza della Corte Costituzionale n. 74 del 2018. Garantendo l’immediata finanziabilità per i primi 24 progetti che hanno ricevuto un punteggio superiore a 70/100. Salvo che le sentenze della Consulta non siano di rango inferiore alle opinioni del Sindaco di Asti, bisogna rispettarle, ed è per questo che è stato necessario intervenire per analizzare i restanti progetti e fare le giuste valutazioni così da capire quali abbiano davvero una funzione di rilancio per le periferie. Ricordo inoltre che in ogni caso le spese progettuali già sostenute verranno comunque rimborsate e non verranno quindi a mancare in alcun modo i fondi destinati alle periferie relativi a progetti locali che attualmente non hanno ancora i presupposti per poter essere approvati. Sono somme che non verrebbero comunque spese alla luce della sentenza della Consulta, che ha dichiarato illegittima la gestione centralistica del Fondo. Grazie all’approvazione dell’emendamento, ci sarà una rimodulazione dovuta al ritardo nella elaborazione di progetti completi, ma non un taglio, come farneticato dal Sindaco.

Inoltre vorrei capire, visto che il Sindaco parla di “dilettanti allo sbaraglio”, forse senza sapere che l’emendamento da lui contestato è stato votato all’unanimità (vedi foto), se questa sua affermazione comprende, oltre al suo ex assessore ora in maggioranza in Parlamento, anche i Senatori di Forza Italia.

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