Le linee programmatiche del Ministero dei Trasporti

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Oggi audizione in commissione sulle linee programmatiche del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le priorità saranno la sostenibilità, la sicurezza e l’intermodalità, senza dimenticare il rilancio di #Alitalia.
Una disponibilità da parte del Min. Danilo Toninelli che i predecessori non hanno mai dato alla nostra commissione.
P.S.
Buon compleanno Ministro!!!

A33 Asti-Cuneo il completamento dell’opera non è in discussione

A33 Asti-Cuneo: il completamento dell’opera non è in discussione.
Come membro della IX Commissione Trasporti alla Camera dei deputati, mi sembra evidente come alcune forze politiche stiano provando a farsi propaganda sfruttando false notizie messe in giro ad hoc.
Sono infatti prive di qualsiasi fondamento le voci sul declassamento dell’A33 e che il M5S si opporrà al completamento dell’opera.
Il M5S ha ben presente i problemi di collegamento della provincia di Cuneo, sia per quanto riguarda le opere viarie, che per la chiusura scellerata di importanti tratte ferroviarie.
Per questo è nostra intenzione ricercare la soluzione migliore per portare a compimento l’A33 nel minor tempo possibile, visto che le passate maggioranze, che ora inventano fake-news per poter sbraitare contro l’attuale governo, non sono riuscite a fare avanzare i lavori di un singolo centimetro di autostrada.

Perché finanziamo Ryanair che lascia gli italiani a terra?

Caso Ryanair: la compagnia ha dovuto cancellare migliaia di voli, seminando il panico tra i viaggiatori italiani.

I motivi della cancellazione sono molteplici e in parte è colpa anche della politica.

L’efficienza economica della compagnia è indubbia e i profitti lo dimostrano, il problema è il modello di business delle low-cost, della quale Ryanair è la capofila.

Tutto si basa sulla riduzione dei costi, soprattutto del personale e sullo sfruttamento delle società aeroportuali e degli enti locali per farsi finanziare le rotte.

Ryanair ha il costo del personale più basso rispetto a qualsiasi competitor europeo e questo perché sfrutta alcune lacune legislative della Comunità Europea e buchi normativi negli accordi tra i diversi Paesi.

Sfruttando questi escamotage riesce a sottomettere i suoi dipendenti a condizioni inaccettabili, i contratti sono spesso con società di lavoro interinali con contratti a tempo determinato, questo ha portato al recente abbandono di molti piloti e di personale di volo, che hanno preferito accettare le offerte di altre compagnie, che evidentemente offrono condizioni e ambienti di lavoro migliori.

Trovandosi a corto di personale ha dovuto procedere alla cancellazione di molti voli.

Questo dovrebbe far riflettere la politica su quanto non è stato fatto perlomeno per arginare l’espansione della compagnia irlandese nel nostro paese che, complice anche la crisi di Alitalia, controlla ormai la metà delle rotte nazionali.

Così ora ci troviamo al paradosso di non avere più un vettore aereo che garantisca i voli nel nostro paese e aver finanziato con soldi pubblici per molti anni una compagnia low-cost straniera, che ha contribuito ad affossare la nostra ex-compagnia di bandiera.

Questo dovrebbe farci capire come il settore del trasporto aereo, strategico per lo sviluppo del nostro paese, non può essere abbandonato al libero mercato, ma ci vuole quantomeno una regia pubblica a livello nazionale che vigili sulle strategie di investimento degli enti locali e delle società aeroportuali, oltre a rivedere il piano aeroporti, eliminando il finanziamento statale agli aeroporti che non raggiungono l’equilibrio finanziario anche se questo dovesse comportare la chiusura di qualcuno di questi (esclusi ovviamente quelli che garantiscono la continuità territoriale), così come abbiamo previsto nel programma trasporti del Movimento 5 Stelle.

ENAV: VITTORIA DEI CONTROLLORI DI VOLO MILITARI E DEI 5 STELLE  

Sala di controllo enav
Siamo all’opposizione e la nostra azione è molto spesso limitata da una maggioranza di centro sinistra destra (insomma ci sono tutti) che pur di mantenere lo status quo e impedire il cambiamento del Paese, non esitano a metterci i bastoni fra te ruote. Quindi, molto spesso, dobbiamo rivolgerci alla magistratura per tutelare i diritti lesi. 

È di pochi giorni fa, la notizia che il Tribunale Ordinario di Roma, Terza Sezione Lavoro, con la Sentenza n. 4179/2017 [leggi qui] ha dato ragione ai controllori di volo dell’Aeronautica Militare in servizio presso gli aeroporti ex militari convertiti al traffico civile, consentendo loro di transitare a domanda presso l’Enav, il provider nazionale per l’assistenza al volo, così da non dover essere costretti, dopo tanti anni di servizio, a traslocare in altra sede, oppure ad essere demansionati per esubero.

Noi abbiamo sostenuto questa battaglia perché ci siamo fatti due conti e abbiamo visto che mantenere in loco questi lavoratori, avrebbe comportato una minor spesa per Enav, poiché avrebbe dovuto assumere nuovo personale formandolo ex novo.

Enav voglio ricordare che è una società a totale controllo pubblico, anche se recentemente parzialmente privatizzata. Una stima per difetto, parla di un costo solo di formazione pari a 100 mila euro a controllore di volo, tutti soldi che si potevano e dovevano risparmiare; eppure pur a fronte ad una Risoluzione in Commissione presentata dal mio gruppo, a prima firma Dell’Orco, e ad un emendamento approvato nel 2014 che ha visto insieme, come raramente succede, maggioranza e opposizione, ENAV si è opposta al loro transito costringendo questi operatori ad una lunga controversia legale.

Il 5 maggio u.s. è arrivata l’agognata Sentenza che ha condannato Enav Spa ad “adottare tutti i necessari e conseguenti provvedimenti, al fine di garantire l’attuazione di tale diritto”. Lo faranno? Noi vigileremo!

Tutte linee ferroviarie da eliminare?

Secondo il rapporto “Pendolaria 2016 – La situazione e gli scenari del trasporto ferroviario pendolare in Italia”  il Piemonte è la regione italiana che dal 2010 al 2016 ha registrato i maggiori rincari del costo dei biglietti (+47%) a cui, però, non è seguito alcun miglioramento dei servizi.

Al contrario di quel che logicamente ci si aspettava, vi è stato, invece, un taglio dei servizi ferroviari dell’8,4% con ben 14 linee soppresse tra cui alcune insistenti all’interno del perimetro dei paesaggi vitivinicoli del Piemonte, delle Langhe-Roero e del Monferrato, patrimonio mondiale Unesco.

Questo divario che più o meno ha toccato l’intero Paese, risponde ad un disegno ben preciso: aumentare la redditività di Trenitalia in vista della sua privatizzazione in programma quest’anno. Il Governo ci dice che questa privatizzazione è necessaria per ridurre il nostro gigantesco debito pubblico. Strano!  Quando si tratta di tagliare vitalizi ed indennità parlamentari e tutto il sistema parassitario che ruota intorno alla politica (all’incirca 10 miliardi di euro annui), si ergono le barricate tacciando il M5S di populismo mentre coloro che riducono diritti e servizi, sono grandi statisti.

Ritornando alla nostra regione: a pagare questa scellerata privatizzazione non saranno solo gli utenti del trasporto ferroviario regionale, ma anche i dipendenti della nostra celebre società dei treni. È recente, infatti, la notizia che sono destinati a chiudere in Piemonte 7 sedi riservate al personale di bordo: [Bussoleno (TO), Asti (AT), Bra (CN), Casale (AL), Novi Ligure (AL), Arona (VCO) e Ceva (CN)] e 4 sedi riservate ai conducenti [(Bussoleno (TO), Asti (AT), Novi Ligure (AL), Biella (BI)].

Queste chiusure cosa comportano? Che ben 182 dipendenti di Trenitalia non potranno più usufruire delle sedi distaccate per le ore di risposo e dovranno sostenere, con risorse proprie, percorrenze anche di 70 chilometri per raggiungere il posto di lavoro. Che sarà mai? potrebbe obiettare qualcuno. A questo qualcuno rispondo di prendere treni alla cui guida ci sono conducenti stanchi e stressati da pendolarismo. Caduti vergognosamente nel vuoto gli appelli  dei lavoratori Trenitalia che hanno denunciato il rischio riguardante la pubblica incolumità causato dalla soppressione delle sedi di «riposo» del personale conducente e di bordo.

A questo va aggiunto anche l’impatto che questa scellerata decisione avrà sulla mobilità ferroviaria regionale con lo stop definitivo alla riattivazione delle cosiddette linee «sospese» (Pinerolo-Torre Pellice, Novara-Varallo, Santhià-Anona, Asti-Casale-Mortara, VercelliCasale, Savigliano-Saluzzo, Saluzzo-Cuneo, Mondovì-Cuneo, Ceva-Ormea, Asti-Chivasso, AstiCastagnole-Alba, Alessandria-Castagnole Lanze, Bra-Ceva, Alessandria-Ovada e Novi-Tortona).

Pertanto a seguito di queste notizie ho subito presentato una interrogazione parlamentare per chiedere al Governo di:

a) garantire al personale, impiegato nelle sedi e negli impianti interessati dal piano di riorganizzazione di Trenitalia, condizioni ottimali per lo svolgimento delle loro delicate mansioni;

b) evitare la soppressione di tali sedi decentrate a danno dei territori coinvolti;

c) riattivare le sopra elencate linee ferroviarie storiche.

Che dite? Il Governo darà ascolto ai dipendenti di Trenitalia e agli utenti del trasporto ferroviario regionale oppure ai Fondi di Investimento? Badate che questi “signori” Fondi di Investimento son pronti a mettere le mani su un altro dei nostri gioielli a condizione che vengano eliminati servizi e attività, a loro giudizio, meno redditizie.

Langhe Roero Monferrato: ciclovia Unesco, finanziabile grazie a emendamento M5S

Mappa  percorso ciclabile UNESCO

Nell’ultima “Inchiesta del  sabato” de La Stampa (11 febbraio) si parla della realizzazione del percorso ciclabile “Terre dell’Unesco”, inchiesta che ho letto con grande interesse.

Abbiamo intorno a noi un territorio splendido, spesso accostato a certe zone della Toscana, che merita di essere valorizzato e “goduto” e vissuto con l’ausilio di ogni mezzo. Il progetto di questa pista ciclabile è un’opera sicuramente molto utile per incentivare il turismo ed invogliare ad esplorare e conoscere il nostro territorio. In questa ottica ritengo del tutto ragionevole coniugare insieme tale progetto con la riattivazione delle linee ferroviarie che attraversano i territori dell’Unesco, linee che, nonostante diversi solleciti, giacciono ancora dismesse nel “dimenticatoio”.

Nell’articolo dell’ ”inchiesta”, citato sopra, leggo sia dichiarazioni piene di entusiasmo per il percorso ciclabile sia una corale preoccupazione: i soldi? Com’è ormai noto, per il recupero delle linee ferroviarie ho presentato un’apposita risoluzione in commissione trasporti. Le piste ciclabili, in parte, potrebbero essere finanziate grazie ai fondi sbloccati dal M5S. Con l’emendamento  approvato nel 2013 (a prima firma Dell’Orco) furono sbloccati ben 12,5 milioni di euro a favore delle piste ciclabili e della sicurezza dei ciclisti.

Ma “sbloccare”, si sa, in Italia è una parola grossa. E così, malgrado l’emendamento fosse a tutti gli effetti diventato legge, i governi che si sono susseguiti, hanno regolarmente lasciato quei soldi chiusi in cassaforte. Il M5S, però, non ha mai mollato la presa. Dopo una serie impressionante di richiami, interrogazioni, proteste, mailbombing, e manifestazioni. Alla fine il ministro ha ceduto e i finanziamenti sono stati sbloccati.
A novembre 2016 è arrivato finalmente il decreto ministeriale con cui si assegna al fondo 12.348.426 euro.
Il decreto di riparto delle risorse, pienamente esecutivo dal 1 febbraio 2017, assegna alla regione Piemonte 796.364,20 euro. Si può utilizzare il fondo presentando entro 150 giorni un programma di interventi che il Ministero finanzierà al 50%.
È sicuramente insufficiente alla realizzazione dell’intero progetto, ma comunque molto utile per i comuni che vogliono ripristinare, mettere in sicurezza o costruire alcuni pezzi di questo grande progetto, che poi potrebbero venire  uniti, per creare un un unico grande percorso ciclabile.

Per questo, consiglio agli amministratori locali che hanno già progetti da realizzare, di cominciare a prendere contatti con l’assessore ai trasporti Balocco, per chiedere sin da subito come la Regione intenderà gestire quei fondi.

Anche il candidato sindaco M5S di Asti Massimo Cerruti, alle prese con il programma per la mobilità di Asti, esprime grande soddisfazione per il risultato ottenuto a livello parlamentare e auspica la prossima realizzazione di infrastrutture ciclabili di qualità anche sul nostro territorio comunale.

RIATTIVAZIONE DELLA LINEA FERROVIARIA  ASTI – ALBA 


Nella giornata odierna ho sollecitato la calendarizzazione della mia Risoluzione che impegna il Governo a mettere in campo ogni iniziativa, anche di carattere finanziario, per la immediata riattivazione della linea ferroviaria  Asti-Alba e delle altre insistenti nel perimetro dei paesaggi vitivinicoli del Piemonte delle Langhe-Roero e Monferrato, patrimonio mondiale Unesco.
Ho constatato disponibilità da parte del Presidente Meta, però occorre che tutti i parlamentari piemontesi che abbiano a cuore il problema, in particolare i miei colleghi deputati, si attivino direttamente sollecitando la commissione trasporti affinché dalle intenzioni si passi ai fatti. Le opposizioni come è noto non hanno grandi margini per poter influire sul calendario dei lavori, per questo conto molto sulla moral suasion delle amministrazioni comunali interessate dalla linea ferroviaria, nei confronti dei deputati di maggioranza.

Se verrà calendarizzata la  Risoluzione, il Governo non potrà tirarsi indietro, poiché parliamo della riattivazione di linee ferroviarie transitanti in un territorio patrimonio mondiale Unesco.

Questa questione esula dalla programmazione regionale della mobilità ferroviaria e assume valenza internazionale, trattandosi di un territorio conosciuto in tutto il mondo per i suoi paesaggi unici, tutelati da organismi internazionali.

Pertanto auspico un forte impegno da parte di tutti i livelli istituzionali del Piemonte, per non perdere questa importante occasione di portare in Parlamento un tema molto sentito in regione, la riattivazione delle linee ferroviarie storiche insistenti nel territorio delle Langhe-Roero e Monferrato, che è una formidabile opportunità di promozione e sviluppo delle nostre terre.