5G: parla l’Istituto Superiore di Sanità

INFORMARE PER COMPRENDERE

Sfoglio quotidianamente riviste, leggo articoli online, e mi dispiace constatare che nel mondo legato all’informazione sulla rete 5G gravitano un numero sconsiderato di fake news e di disinformazione, sia pro che contro.

Proviamo, quindi, a fare un po’ di chiarezza insieme.

L’evoluzione del sistema è stata veloce, siamo passati dalla rete 1G, basata su segnali analogici, a quella 2G, 3G e infine 4G, basate su modulazioni digitali. In questo momento stiamo sperimentando, mettendo a punto, la rete 5G. Come ho già detto diverse volte la rete 5G è il passo che stiamo aspettando da tempo, con questa infatti possiamo finalmente cominciare a parlare di “internet delle cose”, ovvero di connessione tra “uomo-macchina” e tra “macchina-macchina”. Svariati settori si avvantaggeranno e migliorerà la vita di tutti i giorni, nonché l’efficienza dei servizi.

La preoccupazione principale destata da questa tecnologia è la quantità di onde elettromagnetiche prodotte e le implicazioni che coinvolgerebbero i cittadini. Si pensa, infatti, che maggiore potenza implichi maggior numero di dispositivi. Tuttavia, grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie, la potenza richiesta sarà MINORE.

Sono stati portati avanti diversi studi sugli effetti delle onde elettromagnetiche, la comunità scientifica ha messo a disposizione modelli virtuali del corpo umano e fantocci che simulano i distretti tissutali. La maggior parte hanno dimostrato la totale assenza di effetti non termici, quindi l’allarmismo generato dalle fake news è arginato, per fortuna, dai risultati in laboratorio.

L’International Commission for Non Ionizing Radiation Protection (ICNIRP) sta aggiornando il documento relativo ai limiti di esposizione della popolazione e dei lavoratori ai campi ad alte frequenze che si basa sugli effetti accertati (incremento termico) sulla salute.

Perché è importante informare invece di spaventare, far conoscere invece di disinformare? Perché ogni nuova tecnologia porta con sé timori, paure e ansie collettive che si auto fomentano giorno dopo giorno.
In molti Stati gli studi di buona qualità su questo argomento vengono periodicamente esaminati da gruppi di lavoro nazionali e internazionali, costituiti da esperti del settore e vengono prodotti dei documenti che sono disponibili per la popolazione. Auspichiamo che l’Italia possa intraprendere questo percorso, dato che vantiamo il maggior numero di studi e uno dei maggiori riscontri a livello internazionale.

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