Spazzacorroti va al Senato

Ieri, 22 novembre, è stata approvata alla camera la legge Spazzacorrotti. Una legge frutto della riforma proposta dal Ministro Bonafede, una misura che il nostro Paese aspetta da più di vent’anni ma che, con gli altri governi, non sarebbe mai arrivata. Perché è difficile far scrivere una legge contro i corrotti ai corrotti.

Si cambia registro, la palla adesso passa al senato per correggere “l’incidente di percorso” ed eliminare l’emendamento sul peculato, ed entro la fine di dicembre l’approvazione finale.

• Trasparenza e controllo sui partiti, in modo tale che ogni cittadino sappia chi finanzia la campagna elettorale;
• Stop alla prescrizione;
• Daspo per i corrotti e i corruttori, fino ad un massimo di 5 anni, e daspo a vita per i corrotti condannati a più di due anni di reclusione;
• Agenti provocatori nella pubblica amministrazione;
• Le società che saranno coinvolte in reati contro la PA avranno sanzioni per un periodo più lungo, cioè per una durata non inferiore a 4 anni;
• I beni confiscati ai corrotti con la condanna di primo grado potranno essere trattenuti dallo Stato anche in caso di prescrizione o di amnistia

Questi alcuni dei punti chiave della riforma.

Ieri chi intascava mazzette tornava in ufficio il giorno dopo, chi corrompeva sapeva di aver un ampio margine di libertà, chi si pentiva non era aiutato perché lo Stato non dava sicurezza. Oggi, con il Governo del Cambiamento, non sarà più così.

Lavoriamo giorno e notte per rimanere al fianco dei cittadini. Continueremo così affinché questo Paese abbia il lustro che si merita.

In visita al datacenter TIER IV di Fastweb

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Oggi, insieme all’intergruppo #innovazione, siamo stati ospiti di Fastweb, presso il datacenter di Milano, uno dei primi ad avere ottenuto l’importante certificazione TIER IV, ovvero il livello più alto di garanzia che un datacenter può offrire. Tutti i componenti devono essere completamente ridondati a partire dai circuiti elettrici, di raffreddamento e ovviamente quelli di rete. Tutto deve essere pronto anche in caso di gravi incidenti tecnici a farsi carico della parte non funzionante e senza mai interrompere la disponibilità dei server.
Abbiamo inoltre parlato dello sviluppo delle prossime reti #5G e visitato il Security Operations Center, dove un team altamente qualificato svolge attività di controllo e repressione contro il #cybercrime, malware/ransomware, cyberspionaggio e attacchi DDoS.

Per lo sviluppo del 5G adeguiamoci ai limiti EU

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Per lo sviluppo delle reti #5G l’Italia avrà la necessità di adeguare i limiti di emissioni elettromagnetiche delle antenne a quello degli altri paesi UE, al momento infatti il nostro paese è quello con le maggiori restrizioni al mondo (vedi tabella allegata). Limiti che però non hanno una reale giustificazione di carattere scientifico valida, non esiste infatti nessuna associazione tra l’esposizione a bassi livelli di elettromagnetismo e il rischio di malattie.
I limiti Italiani infatti non trovano riscontro normativo in ambito internazionale, ma fanno si che la popolazione sia indotta a pensare che tali effetti esistano e obbligano a maggiori spese e a complicazioni non indifferenti per ottenere una buona copertura del nostro territorio, come ad esempio il posizionamento delle antenne su pali molto alti, che oltre a deturpare il paesaggio fanno anche aumentare le ingiustificate preoccupazioni nella popolazione, per la facile quanto sbagliata equazione antenna più alta e grande = più radiazioni.
Per questi e altri motivi, auspico che il nostro paese possa al più presto uniformarsi a quelli che sono i limiti imposti negli altri paesi dell’unione europea!

1ª fiducia al cambiamento

Prima fiducia data al governo del cambiamento!!! Tra le polemiche dei piddini, sì proprio loro… quelli che l’hanno usata per ben 108 volte la scorsa legislatura e l’hanno imposta persino sulla legge elettorale, come i fascisti, e che hanno usato tagliole e canguri per impedire qualsiasi dibattito parlamentare…

Le fiduce del piddì:

Governo Paolo Gentiloni 32, governo Matteo Renzi 66, governo Enrico Letta 10.

Nessun taglio alle periferie!

Leggo su La Stampa di Asti di oggi, 9 Agosto 2018, che il Sindaco di Asti Maurizio Rasero, accusa il Governo di tagliare i fondi ai Comuni per le periferie.

L’emendamento approvato al Senato della Repubblica all’unanimità, a cui fa riferimento il Sindaco pro tempore di Asti, al contrario, sblocca finalmente 1 miliardo di euro per permettere investimenti agli 8000 Enti locali, facendo finalmente saltare i vincoli di bilancio imposti dal PD, che in questi anni hanno impedito ai Sindaci di utilizzare gli avanzi di amministrazione accumulati negli esercizi precedenti.

Venendo invece alla questione dei fondi per le periferie, il Governo è intervenuto per dare attuazione alla sentenza della Corte Costituzionale n. 74 del 2018. Garantendo l’immediata finanziabilità per i primi 24 progetti che hanno ricevuto un punteggio superiore a 70/100. Salvo che le sentenze della Consulta non siano di rango inferiore alle opinioni del Sindaco di Asti, bisogna rispettarle, ed è per questo che è stato necessario intervenire per analizzare i restanti progetti e fare le giuste valutazioni così da capire quali abbiano davvero una funzione di rilancio per le periferie. Ricordo inoltre che in ogni caso le spese progettuali già sostenute verranno comunque rimborsate e non verranno quindi a mancare in alcun modo i fondi destinati alle periferie relativi a progetti locali che attualmente non hanno ancora i presupposti per poter essere approvati. Sono somme che non verrebbero comunque spese alla luce della sentenza della Consulta, che ha dichiarato illegittima la gestione centralistica del Fondo. Grazie all’approvazione dell’emendamento, ci sarà una rimodulazione dovuta al ritardo nella elaborazione di progetti completi, ma non un taglio, come farneticato dal Sindaco.

Inoltre vorrei capire, visto che il Sindaco parla di “dilettanti allo sbaraglio”, forse senza sapere che l’emendamento da lui contestato è stato votato all’unanimità (vedi foto), se questa sua affermazione comprende, oltre al suo ex assessore ora in maggioranza in Parlamento, anche i Senatori di Forza Italia.

5g si parte!

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5G si parte davvero!
Ecco gli operatori che parteciperanno alla gara per l’assegnazione delle frequenze:
Fastweb, Iliad, Linkem, Open Fiber, TIM, Vodafone e Wind 3.
I suddetti operatori entro il 10 settembre faranno pervenire le loro offerte al Ministero dello Sviluppo economico per contendersi i
1275 MHz di spettro che sarà messo a disposizione e diviso in tre diverse bande: 700MHz, 26GHz e 3.7GHz.

Il passaggio più delicato sarà quello sulla banda 700 MHz, una banda molto preziosa perché consente di penetrare all’interno degli edifici, purtroppo attualmente utilizzate dalle televisioni, ma da luglio 2022 saranno finalmente destinate al 5G.

Spiagge libere

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SPIAGGE LIBERE: M5S, FINALMENTE IL MARE TORNA AI CITTADINI ONESTI
ROMA,4 AGO: “Finalmente dopo anni di ingiustizie e illegalità, con l’operazione “spiagge libere” questo Governo restituisce gli arenili ai cittadini, liberandoli da occupazioni di privati e stabilimenti non autorizzati”. Così i componenti M5S della Commissione trasporti alla Camera.
“Grazie al lavoro del ministro Danilo Toninelli e della Guardia costiera, circa 250 mila metri quadri di spiagge libere sono state restituite ai legittimi proprietari. I cittadini.
Ma il lavoro del M5S e di questo Governo non si ferma qui: come ha annunciato il ministro Toninelli – spiegano i deputati M5S – a breve partirà una campagna di comunicazione istituzionale da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, affinché tutti i cittadini abbiano contezza dei loro diritti sull’uso degli arenili. Il mare e le spiagge sono di tutti, – concludono – ma solo il Governo Conte si è impegnato per renderli legali e accessibili agli italiani”.

L’uovo di Colombo del Piddì

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Identificati gli aggressori della banda dell’uovo lanciato a #DaisyOsakue e udite udite l’auto è di un consigliere del PD
e a lanciare l’uovo è stato il figlio… I piddini ora grideranno ancora all’emergenza razzismo? 😂😂😂