UN GRANDE NO PER IL CAMBIAMENTO


Il successo del NO non è la vittoria dello status quo contro il cambiamento come qualcuno in queste ore vuole fare intendere. È all’opposto una chiaro messaggio di cambiamento che la stragrande maggioranza dell’elettorato italiano ha voluto inviare non solo a Renzi ma all’intera classe politica del nostro Paese. Renzi ha solo commesso un non trascurabile errore di superbia personale. Pur sapendo di non avere l’investitura per procedere ad una riforma costituzionale di queste dimensioni (tranne quella di Re Giorgio) non ha esitato ad imporre i suoi diktat alienandosi non solo tutte le opposizioni ma anche una parte significativa del suo stesso partito. Se si fosse limitato ad accogliere solo quanto condiviso da tutti (abolizione del CNEL, delle province, riduzione del numero dei parlamentari ecc.) forse non avremmo avuto bisogno nemmeno di un referendum confermativo, perché pur con un Parlamento delegittimato da una sentenza della Corte Costituzionale ci sarebbe stata l’unanimità politica. Invece Renzi si è intestardito con una riforma epocale imposta dall’Europa che avrebbe cambiato per sempre l’assetto istituzionale del nostro Paese con gravi conseguenze sugli stessi equilibri democratici e i processi di determinazione pubblica delle decisioni.  Gli italiani non hanno votato No perché contrari al superamento del bicameralismo perfetto o alla riforma del titolo V della Costituzione sui rapporti Stato regioni. Gli italiani hanno votato NO all’accentramento dei poteri in mano al Premier; a questa subdola trasformazione della nostra repubblica parlamentare in premierato di fatto. Un potere enorme, concentrato nelle mani di un sol uomo e dei suoi accoliti, che gli veniva garantito da una sola Camera deliberante composta da nominati. Insomma! C’è un limite alla decenza! Questo subdolo tentativo ha giustamente spaventato gli italiani che in massa, come da anni non si vedeva, hanno rinviato al mittente questa deriva ottocentesta del potere politico. Spero che questo risultato faccia riflettere quanti ingenuamente ieri hanno votato SI pensando a ridicole semplificazioni e riduzione dei costi della politica. Non c’è bisogno di una riforma costituzionale per conseguire questi obiettivi ma una coerente volontà politica. Quello che noi del M5S abbiamo sempre dimostrato con i fatti mentre gli altri partiti solo a parole. 

Chiudo con un ringraziamento di cuore rivolto a tutti gli attivisti che mi hanno supportato in questa defaticante campagna referendaria. Ancora una volta abbiamo saputo dimostrare che anche con pochi mezzi a disposizione è possibile fare politica restituendole quella dignità e quell’orgoglio che merita. 

Grazie mille di cuore a tutti!

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