Telecom Italia: lo scorporo della rete strada da sostenere

Scorporo rete Telecom M5S Paolo RomanoDalla stampa apprendiamo che il nuovo management di Telecom Italia a guida Cattaneo starebbe valutando seriamente l’ipotesi di
uno scorporo dell’infrastruttura di rete. Si tratterebbe di una sorta di revival di un analogo progetto promosso da Franco Bernabé che però gli costò le sue laute dimissioni per la contrarietà di Telefonica, la compagnia telefonica spagnola, che, assurdo solo pensarlo, era azionista di riferimento di Telecom Italia ma anche il suo principale antagonista nei mercati emergenti del sud America. Tutti ricordano come andò a finire. La proposta di Bernabè di scorporo della rete telecom, attraverso la costituzione di una newco dove sarebbe entrata anche la Cassa Depositi e Prestiti, venne bocciata dagli iberici che all’opposto puntarono dritti alla vendita di Telecom Argentina e Tim Brasil.

Adesso la stessa idea torna in auge con la nuova gestione Cattaneo, perché ormai Telecom Italia sa perfettamente che solo una “ri-scossa” potrà salvarla dall’ingresso nel mercato della fibra di un colosso come Enel che ha già una sua infrastruttura di rete fortemente radicata sul territorio nazionale.
O la va, o la spacca” avranno pensato gli attuali vertici di Telecom Italia. Pertanto, l’unico modo per aumentare gli investimenti nella banda larga è separare l’infrastruttura dai servizi così da liberarsi dai lacci regolatori che impongono i canoni di unbundling (per intenderci: l’affitto della rete agli altri operatori oggi fissata dall’Authority delle comunicazioni) in modo da determinarli con più autonomia tenendo conto dei livelli di investimento che a questo punto conviene aumentare il più possibile per conseguire il doppio obiettivo di tagliare la strada ad Enel in molte aree del Paese ed aumentare le tariffe d’affitto per tutti gli operatori.

Insomma: crediamo che quello dello scorporo rappresenti la soluzione migliore per una grande azienda come Telecom Italia anche a fronte delle forti preoccupazioni sul rischio di una svalutazione della rete con conseguente riduzione dei livelli occupazionali che, se fossero confermate le voci degli oltre 15 mila esuberi, rappresenterebbero un vero colpo per l’intero Paese.

Come M5S chiediamo, come abbiamo tra l’altro più volte fatto anche facendo calendarizzare una Mozione parlamentare, che il Governo si attivi per favorire la nascita di un’unica infrastruttura di rete gestita da un’unica Società con un’unica governance a maggioranza pubblica contro l’attuale frammentazione.

Non è tollerabile, infatti, che l’Italia, nazione caratterizzata da un grave digital divide esterno ed interno, veda sovrapporsi piani di investimento fra i due gruppi, come già sta avvenendo a Perugia e Milano, senza nessun coordinamento tra di loro anzi! Facendosi apertamente la guerra nelle aree più remunerative mentre il resto del Paese è completamente abbandonato.

Mentre attendiamo maggiori ragguagli sulle reali intenzioni di Telecom Italia in merito allo scorporo della sua rete, il Governo si attivi immediatamente per favorire la massima sinergia fra i due gruppi, istituendo una cabina di regia presso il MISE utile ad impedire la sovrapposizione degli investimenti tra le due società così da impedire una inutile duplicazione di costi e sperpero di risorse. Solo in questo modo il Governo potrà svolgere un ruolo attivo e neutrale in un settore come le tlc che ha un forte bisogno di investimenti e allo stesso tempo di salvaguardare l’occupazione e il patrimonio di competenze in particolare di Telecom Italia che rappresenta per il suo know-how ancora un’azienda fondamentale per il Paese.

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