Salviamo AMS

Alessandro Di Battista Alitalia Maintenance System
In questi giorni a far notizia son le “solite” questioni.
La riforma del senato, di cui ogni italiano sentiva l’urgenza, e l’eterna querelle all’interno del PD.
Dei 240 lavoratori dell’AMS a forte rischio disoccupazione quasi nessuno si è interessato. Notizia poco positiva che non induce all’ottimismo. Cos’è l’AMS? Altalia Maintenance System, azienda storica, eccellenza che ci viene invidiata in tutto il mondo. Tale Azienda si occupa della manutenzione e la riparazione dei motori dei velivoli e dei loro componenti, detta in parole semplici. Personale altamente qualificato, Azienda invidiata in tutto il mondo per patrimonio tecnologico, competenze… Nei giorni scorsi i 240 lavoratori hanno cercato di far sentire la loro voce, prima davanti al Ministero dello Sviluppo Economico e poi davanti alla sede dell’Alitalia Sai. In conclusione nessun rappresentante del governo si è presentato ad ascoltarli. Eppure questi lavoratori avevano proposte di buon senso. Il mio collega Alessandro Di Battista li ha raggiunti per ascoltarli e raccogliere le loro proposte. Insieme le abbiamo messe nero su bianco e inviate in una lettera indirizzata ai ministri competenti. Sottolineando che la lettera in questione non ha alcun intento polemico, ma solo propositivo. Ci sono soluzioni praticabili e a queste si può arrivare collaborando insieme. L’unica finalità è di “consentire a questa Azienda di riconquistare una leadership internazionale che oggi sembra perduta”. E tale “salvataggio” non è mission impossible! Il salvataggio del Monte dei Paschi di Siena costò all’erario 4 miliardi di euro. Il debito aziendale dell’AMS è di una decina di milioni di euro. Spiccioli al confronto. Ma i lavoratori dell’AMS non chiedono neppure questo. I lavoratori dell’AMS vogliono GIUSTAMENTE che l’Alitalia tenga fede ai suoi impegni, sblocchi gli ordinativi, faccia arrivare subito i suoi motori e garantisca così la continuità lavorativa dell’Azienda. E qui il governo ha tutte le carte in regola per intervenire con profitto visto il ruolo di primo piano avuto nella trattativa Alitalia- Ethiad. Poi ha qualcosa di sconcertante l’apprendere che i motori dei nostri aerei e delle nostre navi militari vengono riparati all’estero lasciando a secco l’AMS, tutta italiana, con personale italiano e competenze ampiamente certificate anche per la Marina e l’Areonautica Militare. Su questa questione già avevamo posto un’interrogazione al Ministro della Difesa lo scorso anno e atteso quasi un anno per avere risposta. Risposta che ci lasciò piuttosto… stupiti. In sintesi ci venne risposto che la ditta fornitrice “non sempre ricorre a ditte italiane per la revisione e manutenzione dei relativi motori”. Ma al di là di qualche riflessione in più su questa risposta, è assurdo lasciar fallire un’azienda perchè talvolta la ditta fornitrice non si sente in obbligo di far fare il lavoro in Italia… Infine esiste una normativa europea sugli aiuti di Stato quando questi sono finalizzati ad aiutare nella ripartenza aziende in difficoltà e quindi a evitare nuova disoccupazione. Un intervento del governo volto in questa direzione consentirebbe ad AMS di evitare il fallimento. E di trovare un nuovo partner commerciale ed industriale adatto al suo rilancio. E qui si doverebbe aprire un capitolo su quanto successo con Panmed Energy , il socio giordano che si è rilevato così effimero da sollevare qualche sospetto sul suo comportamento. Secondo il nostro modesto parere ribadiamo che il Governo ha tutte le carte in regola per poter “salvare” AMS.

La domanda è: c’è la volontà? Una volontà forte?

Noi siamo qui per collaborare e non polemizzare.

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