Renzi, fa’ qualcosa di sinistra!

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Ieri, dopo l’ennesimo enorme regalo alle banche e scempio della Costituzione, ci siamo attivati con gli strumenti a nostra disposizione per far sentire la nostra voce nel silenzio tombale dei media. Ancora una volta siamo stati additati come irresponsabili, irriguardosi e “professionisti del terrore” (cit). Addirittura alcuni esponenti del PD sono arrivati ad accusarci di inscenare “inutili pagliacciate”. Mi chiedo se questi deputati abbiano espresso la stessa accusa all’iniziativa di una ventina di senatori del PD che, esattamente una settimana fa, il 16 marzo scorso, hanno sottoscritto una lettera indirizzata ai Presidenti delle due Camere, al Presidente del Consiglio e al Ministro Maria Elena Boschi per chiedere a gran voce una completa revisione del decreto legge Banche, approvato a colpi di fiducia ieri alla Camera. Ebbene! Leggete attentamente cosa hanno scritto non i soliti grillini incazzati, ma autorevoli senatori del PD come Mucchetti e Casson contro l’ennesimo provvedimento del Governo a favore delle banche:
“I sottoscritti senatori ritengono che il disegno di legge sulle banche debba essere modificato in più punti, in particolare negli articoli che riformano il credito cooperativo.” Di quali modifiche parlano i senatori del Partito Democratico? La più importante è quella di scongiurare: “… la trasformazione della Banche di Credito Cooperativo in società per azione. In tal modo si darebbe ai soci attuali il pieno possesso di riserve che costituiscono in media il 90% del patrimonio delle Banche di credito cooperativo e che sono state accumulate dalle precedenti generazioni in esenzione d’imposta per la precisa finalità di esercitare lo scambio mutualistico nell’attività creditizia.” Inoltre continuano sostenendo che: “Nemmeno la scissione dell’azienda bancaria e il suo conferimento a una spa vanno bene. La cooperativa di credito cesserebbe di essere tale; non si capisce come eserciterebbe lo scambio mutualistico, posto che l’attività bancaria passerebbe alla spa”.

Il testo integrale della lettera la trovate qui

Ricordiamoci bene questo: le critiche al decreto legge banche, con esplicite richieste di modifica, vengono da esponenti della stessa maggioranza. Mi chiedo: cosa farà il Governo al Senato? Metterà nuovamente la sordina al dibattito con un altro voto di fiducia? Chiederà nuovamente a Verdini di tappare i buchi di chi non si presenterà alla votazione di un provvedimento che nemmeno Silvio Berlusconi avrebbe mai avuto il coraggio di presentare?

Voglio ricordare a tutti che le Banche di Credito Cooperativo, le cosiddette Casse Rurali, sono nate nell’ottocento per far sì che il maggior numero possibile di persone, economicamente vulnerabili, ottenessero prestiti a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle praticate dalle banche tradizionali. Sono Casse nate soprattutto per gli agricoltori e gli artigiani, categorie prevalenti all’epoca e particolarmente fragili, per aiutarli ad affrancarsi dalla miseria e dal fenomeno diffuso dell’usura. Da allora, le Casse Rurali ed Artigiane hanno mantenuto uno strettissimo rapporto con il territorio di riferimento, intrecciando la propria storia con quella delle comunità, tanto da conquistarsi a pieno titolo l’appellativo di “banche territoriali”. Cosa succederà ora? Che una storia pluricentenaria sta per essere distrutta dalla volontà del Governo di imporre la trasformazione delle casse rurali in società per azioni e tutto questo avviene, tra l’altro, in aperto contrasto con l’art. 45 della nostra Costituzione. Tale articolo stabilisce che: “La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.”

Insomma, tutta questa vicenda mi ha fatto venire in mente un celebre passaggio di un film di Nanni Moretti quando contro D’Alema urlò: “D’Alema, di’ qualcosa di sinistra!”. Mi viene da urlare: “Renzi, fa’ qualcosa di sinistra!” “Almeno una cosa di sinistra falla! Ritira questo obbrobrio di legge!”

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