Poste: basta con disservizi e sfruttamento dei contratti a tempo!

C’è un’Azienda pubblica che ogni anno macina utili nell’ordine di miliardi di euro (+622 milioni nel 2016) eppure non esita a sfruttare migliaia di giovani con contratti di lavoro precari. Quest’azienda si chiama Poste Italiane. La conoscete tutti specialmente per i suoi disservizi nel recapito della corrispondenza. Disservizi che hanno origine proprio dal continuo depauperamento di risorse umane a tempo pieno (- 2400 dipendenti in un solo anno nel 2016) per favorire l’ingresso di lavoratori usa e getta, molti dei quali giovani. Infatti dopo appena 24 mesi sono subito rimpiazzati da altri volenterosi che sperano in una futura stabilizzazione che invece non arriverà mai. Ma lo Stato non dovrebbe dare l’esempio? Adesso è arrivato il momento di dire basta! Ieri ho presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri competenti per chiedere di porre fine alla precarizzazione di massa promossa dalla principale azienda pubblica del nostro Paese. Lo possono fare impegnando il gruppo Poste ad adottare politiche di reclutamento finalizzate ad una effettiva stabilizzazione degli assunti. Chiedo infatti che si parta col sanare il pregresso visto che sono decine di migliaia i giovani vittime di questo mobbing organizzativo. Lo si può fare istituendo delle graduatorie in modo tale che nessuno possa rimanere indietro. Non aggiungo altro. Potete leggere la mia interrogazione qui. Sempre con il fiato sul collo.

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