Due paesi, due Premier, un’ unica passione: il falcon 900!

Falcon-francia-italia
In due paesi dell’unione europea il primo ministro usa un volo di stato (e lo stesso modello di aereo: Falcon 900) per scopi “ludico-familiari”.
In entrambi i casi viene scoperta la gita ed in entrambi i casi il primo ministro si giustifica parlando di necessità, di sicurezza, ruolo istituzionale ed, in uno dei due casi, di aver unito l’utile al dilettevole.
Quello che colpisce in queste faccende parallele, è il ruolo dei media.
In un caso la reazione dei media, salvo qualche rara eccezione, è “prudente”, tiepida, un po’ imbarazzata. Si tratta pur sempre del primo ministro, del premier…Anzi del SuperPremier. L’uomo del destino che sta salvando il Paese, e che i media di questo Paese stanno da mesi incensando e dipingendo come personalità nuova e rivoluzionaria, comparsa nel firmamento politico. Per cui il fatto che si muova con un Falcon veloce nei cieli anche per andare in vacanza, è coerente con la sua personalità.
Nell’altro caso i media pongono l’accento, con ferma sobrietà, sull’inopportunità di simili comportamenti, sottolineano il fatto che il potere può dare alla testa…e che il popolo è rimasto shoccato dall’apprendere che il loro primo ministro si è, in parole povere, fatto pagare dai contribuenti la gitarella coi figli per assistere ad una finale di calcio in cui non militava neppure una squadra del suo Paese. Stigmatizzano che il premier, uomo esperto nel comunicare, sia ricorso a bugie per coprire la “marachella”, e con lui anche il suo entourage. Gli consigliano caldamente di non arrampicarsi sui vetri e di scucire i soldi del volo ( e fanno pure i conti con puntiglio da massaia su quanto deve sborsare.)
Nel primo caso i media tendono ad avallare la tesi del protocollo di sicurezza. Il premier stesso liquida la faccenda come polemica pretestuosa sottolineando che non è colpa sua se questa è la vita che gli tocca: assoggettarsi al sacrificio di volare su volo di stato anche solo per andar a sciare in quanto lui è premier.
Nel secondo caso il premier tenta di avallare la tesi, già sperimentata dal suo omologo di altro paese, i protocolli di sicurezza, ma appunto si tratta di altro paese e a casa sua gli si risponde che tale tesi è “une connerie” (cit.; “stronzata”, n.d.t.).
Per cui in Italia il SuperPremier continua a sorvolare indomito il patrio firmamento, mentre in Francia si chiede la rendicontazione al primo ministro Valls.
Il buffo che in Italia i media, riportando la notizia dello scivolone di Valls, ripescano, facendo il parallelo, l’episodio di Mastella che va a vedersi il GP a Monza con i figli usando il volo di stato…Ma l’Italiano che legge e commenta, trova più consono far altri paralleli e conclude che non per nulla noi e i Francesi siam cugini.

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