Noi sempre dalla parte della legalità contro ogni comitato d’affari

galva

Le sentenze dei magistrati non si discutono ma non ci impediranno di continuare le nostre battaglie per la legalità.
Essere vigili denunciando i responsabili dei soprusi è il primo dovere di ogni cittadino.

La sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato la condanna di Beppe Grillo al risarcimento dell’ex Sindaco di Asti, Giorgio Galvagno, per alcune battute, rese durante il suo show nella nostra città, sono state ritenute dai magistrati lesive della reputazione dell’allora primo cittadino.

L’ex sindaco di Asti, Giorgio Galvagno, non ha nulla da festeggiare da questa sentenza essendo un reo confesso di reati gravissimi. Parliamo di abuso e omissione di atti d’ufficio, falso ideologico, delitto colposo contro la salute pubblica ed omessa denuncia dei responsabili della tangentopoli astigiana e altro ancora come smaltimento illegale di rifiuti tossici e nocivi. Questi reati sono stati riconosciuti dallo stesso Galvagno patteggiando la pena.

Purtroppo in Italia assistiamo al paradosso che patteggiare una pena significa essere assolti dal reato.
Non è così! Patteggiare significa ammettere la propria colpevolezza per ottenere una riduzione della pena o comunque un’imputazione meno grave ed è il caso dell’ex sindaco di Asti.
Pertanto il consiglio che mi sento di dare a Beppe Grillo è di continuare come sempre nella sua importante attività di educazione alla legalità dei cittadini, attraverso le armi della satira, perché grazie al suo instancabile impegno moltissimi italiani, me compreso, hanno cominciato a sperare in un’Italia diversa.

Giorgio Galvagno arrestato

 

 

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