Maggioranza contro la diffusione di internet e lo sviluppo delle PMI

Oggi è stato bocciato il  mio ordine del giorno che andava incontro alle esigenze dei molti, troppi comuni ancora non raggiunti dalla banda larga favorendo lo sviluppo dei piccoli operatori delle telecomunicazioni, che attualmente sono fortemente svantaggiati dal regime dei contributi, questi oneri sono fissati avendo come base di riferimento la dimensione della popolazione interessata dall’offerta di fornitura di reti pubbliche di telecomunicazioni o del servizio telefonico accessibile al pubblico, non tenendo in nessuna considerazione le dimensioni dell’impresa e il numero dei suoi utenti.

In pratica, in base all’attuale legge, un operatore in grado di stendere e attivare la fibra ottica deve versare 27.500 euro all’anno se opera in un centro sotto i 200.000 abitanti, 55.000 euro se la città supera i 200.000 abitanti e 110.000 euro all’anno se l’operatore è attivo su tutto il territorio nazionale.

Questo comporta che i piccoli operatori, quelli che potrebbero andare a coprire le cosiddette zone “buie”, dove la scarsa clientela non interessa i grandi carrier nazionali, sono tagliati fuori, perché impossibilitati ad affrontare oneri amministrativi così gravosi.

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