La storica linea ferroviaria Cuneo-Nizza non è un ramo secco!

Cuneo-Nizza

Ieri, nella Commissione Trasporti della Camera dei deputati, ho illustrato l’interrogazione di Fabiana Dadone di cui sono cofirmatario, relativa alla valorizzazione della storica linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia-Nizza. Ho colto l’occasione per ribadire al Governo l’importanza storica di una linea nata ancor prima dell’unità d’Italia quando Nizza era ancora territorio italiano. Viaggiare su questa tratta significa, non solo, raggiungere aree geografiche di grande pregio come, per esempio, la Costa Azzurra in Francia oppure la costiera ligure e le valli cuneesi in Italia, ma anche fare un vero e proprio viaggio nella storia su una delle linee ferroviarie più antiche d’Europa. A dispetto della sua importanza storica e strategica, in questi ultimi anni, purtroppo, la ferrovia è stata oggetto di una continua riduzione delle corse al punto che attualmente circolano solo quattro treni giornalieri. Ricordo che, un tempo, le corse giornaliere erano 16. Una riduzione che causa enormi disagi per gli utenti costretti a viaggiare in vagoni sempre sovraffollati. E’ vero che la linea, in conseguenza anche della difficile orografia in cui è stata costruita, comporta degli oneri manutentivi molto alti e che, in base ad un Convezione bilaterale italo francese del 1970, tali oneri ricadono esclusivamente sul nostro Paese . Ma è altrettanto vero che la Francia si è da tempo dimostrata disponibile a rivedere tale Convenzione per meglio equilibrarne il peso. Nella nostra interrogazione pertanto chiedevamo lumi al Governo sulle iniziative intraprese ai fini della valorizzazione di questa linea che, notizia di pochi giorni fa arrivata dalla stampa tedesca, è considerata fra le dieci più belle del mondo, collocandosi al nono posto. Eppure c’è chi l’ha definita un “ramo secco” da tagliare.

La risposta del Governo potete leggerla qui. Che dire? Possibile che l’ingresso della Francia nella gestione del tratto di linea di sua competenza sia rimandata alla fine del 2019? Non si poteva anticipare? Purtroppo non siamo al Governo e, quindi , non possiamo stabilire le priorità che per noi sono chiare: meno alta velocità ferroviaria e più alta qualità ferroviaria!

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