La Ministra della delocalizzazione risponde su delocalizzazione Askoll

La Ministra dello Sviluppo economico Federica Guidi anche detta Ministra della delocalizzazione ha risposto in aula alla mia interrogazione sulla vertenza industriale Askoll.

Il caso della Askoll di Castell’Alfero è un esempio da manuale di utilizzo fraudolento dello strumento della delocalizzazione produttiva.
Sappiamo infatti che esiste un piano per la chiusura dello stabilimento astigiano, redatto già in tempi non sospetti, che evidenzia un’antica volontà
dei vertici aziendali di spostare all’estero la sua produzione.

Non ci fidiamo delle parole di Guidi che, d’altronde viste le sue prodezze imprenditoriali, può essere definita il ministro delle delocalizzazioni.
Ci sono 223 lavoratori che dal 7 giugno saranno senza lavoro.
A nulla sono serviti gli incentivi pubblici stanziati, l’azienda non ha accettato nessuno confronto ed è stata irremovibile nella decisione di spostare la produzione in Slovacchia. D’altronde appariva chiaro l’intento di togliere di mezzo un potenziale competitore e appropriarsi di conoscenze, competenze e tecnologie da trasferire all’estero.
La desertificazione del tessuto produttivo nel nostro Paese è ormai un fenomeno che ha raggiunto dimensioni allarmanti proprio per questo abbiamo fatto passare nell’ultima Stabilità un emendamento che costringe le imprese che delocalizzano a restituire i contributi pubblici.
Per Askoll serve una proposta alternativa di rilancio, ma non crediamo che Guidi sia la persona adatta a risolvere positivamente questa vertenza.

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