La mia dichiarazione di voto sul decreto del fare

Signor presidente, deputati colleghi,

in queste ore stiamo assistendo nuovamente all’ennesima macchina del fango contro il M5S, con le numerose dichiarazioni di esponenti del Governo e della maggioranza volte ad attribuirci la responsabilità del ricorso alla fiducia, quando fin dal principio, dall’avvio dell’esame di questo decreto legge, è stata chiara la volontà del Governo e della maggioranza di arrivare alla fiducia. Lo si è visto da come sono stati condotti i lavori parlamentari, a partire dalla discussione nelle Commissioni, o meglio dalla non discussione nelle Commissioni. Chiedo ai deputati colleghi se hanno avuto modo di approfondire, nelle loro commissioni di appartenenza, la complessa mole di articoli presenti nel decreto legge. Ve lo dico io: no! E lo dico non con intenti di mera critica strumentale, perché qui è in gioco la democrazia del nostro Paese, il ruolo e le funzioni del Parlamento, su cui tutti noi dobbiamo prestare la massima attenzione. Porto ad esempio quanto accaduto nella mia Commissione: la IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni. Pur a fronte di numerose disposizioni di interesse della Commissione – quali le norme relative alle infrastrutture materiali ed immateriali, ai trasporti, alla nautica e alle telecomunicazioni – non si è avuto un solo giorno di dibattito. A meno che non si voglia considerare tale la relazione introduttiva del relatore o lo show del ministro Lupi, venuto ad esprimere il parere del Governo sul testo. Non un solo giorno, ripeto, è stato dedicato alla discussione del provvedimento nella nostra Commissione, impedendoci così di evidenziare le numerose criticità presenti. E noi saremmo, quindi, gli irresponsabili ostruzionisti? Non siamo noi a fare ostruzionismo, ma voi ad aver impedito, con pratiche ostruzionistiche, che il provvedimento seguisse il regolare iter di approvazione!!! Come ho già detto in occasione del mio intervento in Commissione: questo modo di procedere non solo è poco serio, ma svilisce il ruolo dello stesso Parlamento e, in particolare, delle sue Commissioni parlamentari, chiamate a svolgere una importante funzione di analisi ed istruttoria dei provvedimenti legislativi, in particolare di quelli di origine governativa, a salvaguardia e garanzia dei principi democratici alla base dei processi decisionali della nostra Repubblica. Quindi non accettiamo la morale da nessuno in quest’Aula, non accettiamo critiche da chi opera in maniera sleale stravolgendo la normale prassi parlamentare. Non mi si venga a dire che è normale prassi: convocare riunioni notturne delle commissioni; riunirsi “riservatamente” con il Governo per concordare le modifiche; procedere con continui rinvii delle votazioni e accantonamenti degli emendamenti o correndo ai ripari su decisioni prese per pressapochismo e incompetenza come, non ultimo, il caso eclatante che ha riguardato le correzioni apportate in extremis all’articolo 10 sulla liberalizzazione dell’accesso alla rete internet tramite tecnologia WIFI. Altro che liberalizzazione! Se non fossimo intervenuti noi rischiavate di danneggiare definitivamente il wi-fi nel nostro Paese. Gli obblighi imposti, con le vostre modifiche, ai gestori di connessioni wireless – parliamo di bar, ristoranti, alberghi – erano addirittura più gravosi di quelle del vituperato decreto Pisanu. Costringere i gestori ad assegnare temporaneamente un indirizzo IP, per tracciare i MAC Address dei device degli utenti che accedono alla rete wireless, mantenendo contestualmente anche un registro informatico di queste connessioni, non solo avrebbe rappresentato un impegno gravoso per i piccoli e medi esercenti pubblici ma, come hanno evidenziato i più autorevoli esperti, era anche tecnicamente improponibile. Insomma: un disastro annunciato che abbiamo evitato che si abbattesse sul Paese, grazie al nostro intervento, perché se fossero malauguratamente passate le vostre modifiche, avreste costretto alla chiusura tutti gli attuali punti di accesso wireless nel nostro Paese. Mi fermo qui perché, purtroppo per il Paese, di norme inutili, contraddittorie e pericolose è piena questa legge del dis-fare.

Chiaramente, come ho detto all’inizio, immediata è partita la macchina del fango del partito unico del PD + – L contro il M5S, reo di aver chiesto l’accoglimento di ben otto nostri emendamenti, considerati dal Governo irricevibili e, per questo motivo, additati strumentalmente come un’opposizione irresponsabile e velleitaria.

Ma andiamo a vedere di quali emendamenti stiamo parlando:

  1. Di quello che chiede la riduzione dei contributi per i CIP6 per assimilate ed inceneritori. Per il Governo è irricevibile, pur essendo noto che l’Italia è l’unico Paese al mondo che concede incentivi alla produzione di energia elettrica dagli inceneritori;

  2. Parliamo dell’emendamento che incentiva le aziende a non delocalizzare all’estero. Per il Governo è irricevibile, perché non rappresenta una priorità incentivare le produzioni nazionali a rimanere nel nostro territorio per dare lavoro ai nostri lavoratori;

  3. Parliamo dell’emendamento che sostiene il Fondo di garanzia per le PMI attraverso i risparmi prodotti dai tagli degli ingenti costi della politica. Per il Governo è irricevibile, perché è nota la sua contrarietà ai tagli ai costi della politica;

  4. Parliamo dell’emendamento per permettere l’erogazione diretta dei finanziamenti da parte della Cassa e Depositi e Prestiti, che gestisce il risparmi degli italiani, evitando che transitino per le banche. Per il Governo è irricevibile, pur comportando un risparmio per lo Stato di centinaia di milioni di euro l’anno;

  5. Parliamo dell’emendamento per una tobin tax, per intenderci la tassa sulle transazioni finanziarie, per colpire le attività speculative del trading day. Per il Governo è irricevibile, perché non è una priorità la lotta alla speculazione finanziaria;

  6. Parliamo dell’emendamento per evitare la deregulation sulla riedificazione di immobili demoliti e ricostruiti. Per il Governo è irricevibile, perché la speculazione edilizia è più importante della tutela del nostro Paesaggio;

  7. Parliamo dell’emendamento per la rimodulazione IVA sui servizi portuali. Per il Governo è irricevibile, perché non va bene incentivare le imprese del settore nautico, riducendo l’IVA al 10 %, poiché preferisce sostenere i ricchi possessori di yacht togliendo loro la tassa di possesso;

  8. Infine, parliamo dell’emendamento per il pagamento degli stagisti impiegati dal Ministero della Giustizia. Per il Governo è irricevibile, perché gli stagisti non meritano nessuna retribuzione per il lavoro svolto presso gli uffici giudiziari.

Insomma: queste sono le proposte emendative considerate irricevibili dal Governo e per cui siamo tacciati per essere un’opposizione irresponsabile e velleitaria.

Ebbene! Sappiate esponenti del Governo dei Letta e del partito unico del PD + – L che noi del M5S continueremo ad essere “irresponsabili” e “velleitari” ogni qual volta farete voi ostruzionismo ad un regolare dibattito parlamentare; ogni qual volta tenterete voi, con i vostri comportamenti irresponsabili, ad esautorare il Parlamento delle sue prerogative costituzionali; ogni qual volta sminuirete voi l’attività delle istituzioni legislative riducendole ad una mera funzione consultiva e di ratifica di atti normativi del Governo. Ebbene per la democrazia del nostro paese continueremo ad essere orgogliosamente “irresponsabili” e “velleitari”.

Grazie

 

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