Innovazione digitale? Non in Italia!

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Era ottobre 2013 lo chief manager di Google Eric Schmidt durante l’evento Big Tent “Made in Italy: la sfida digitale” organizzato a Roma dichiarava: “Il sistema economico italiano, seppur penalizzato da un ritardo tecnologico, ha tutte le caratteristiche per risultare vincente su Internet, però il Governo dovrà garantire la banda larga veloce ovunque, questa deve essere una priorità dello Stato” e continuava : “L’Italia è straordinaria nel mondo, se questa straordinarietà riusciamo a portarla online, un piccolo pezzettino per volta, ne deriverà un grande contributo alla crescita del Paese. E noi siamo qui per fare la nostra parte!
Facendo intendere chiaramente che BigG era pronta a investire nel nostro paese se solo gli avessero dato delle garanzie sugli investimenti nella banda larga.

La risposta italiana qual’è stata?

Come molto spesso succede siamo andati “leggermente” contro tendenza.
Sul fronte della banda larga oltre a non dare nessuna certezza, ci stiamo facendo sottrarre dalla spagnola Telefonica la nostra principale azienda di telecomunicazioni senza batter ciglio.
Ieri al senato è stata nuovamente fatta slittare la votazione sull’emendamento presentato dal Sen. Mucchetti (PD) riguardante la riforma dell’OPA, che potrebbe sottrarre Telecom dalle grinfie degli spagnoli, ai quali è abbastanza evidente che mancano le risorse finanziarie e non hanno interesse allo sviluppo della rete italiana.
Mentre succede questo al Senato alla Camera l’On. Francesco Boccia (PD) presenta in commissione bilancio un emendamento definito “Web-tax” che mina ulteriormente le iniziative imprenditoriali sul web in Italia.
Questo emendamento costruito su un’idea del WEB che non esiste se non in Cina o paesi autoritari, con scarsi risultati anche lì, con l’ultima versione limita e complica moltissimo la sponsorizzazione dei prodotti italiani e scoraggia gli investitori stranieri.

Come se non bastasse si sta già pensando alla tassa che imporrà balzelli sugli smartphone, sui tablet e sui pc, oltre ad aver escluso l’editoria elettronica dalle incentivazioni per l’editoria.

Se Eric Schmidt si aspettava un segnale da parte del Governo italiano glielo abbiamo dato forte e chiaro, l’Italia vuole rimanere un piccolo mondo antico che non vuole investire sul WEB e le nuove tecnologie.

Una risposta a “Innovazione digitale? Non in Italia!”

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