Il conflitto d’interessi all’italiana

  
Punto Primo: se una persona viene chiamata a ricoprire un incarico pubblico perchè eletto o perchè gli viene affidato, è logico che debba rispondere a determinati criteri tra cui quello di non essere portatore di conflitti. Significa che tale persona non deve avere attività o rapporti che possano ingenerare conflitti di interessi. Da qui la necessità di una legge sul conflitto di interessi. Di certo tale necessità non è una novità. La s’invoca da più di vent’anni. Ci son cresciuto, si può dire, tra queste invocazioni…

Punto secondo: A cosa serve tale legge? Che razza di domanda? mi direte voi. Invece è domanda molto pertinente in quanto occorre mettere in chiaro una questione importante. In un paese “normale” nulla e nessuno debbono creare un conflitto con il bene pubblico. Chi si occupa della “cosa pubblica”, deve essere privo di qualsiasi interesse di parte. In un paese come il nostro, dove le anomalie in questo senso pullulano in ogni dove, la questione è un po’ più ambigua. E la legge deve essere formulata in modo da non ledere gli interessi di nessuno. Soprattutto privati. Così ecco una legge che incardina un numero limitato di persone, i membri del governo, quelli dell’authority e i consigli regionali, ma si annacqua su tutto il resto. Non tocca i parlamentari, i sindaci, gli amministratori di partecipate, i dirigenti di pubbliche amministrazioni… Una legge “feticcio”, come giustamente la definisce il collega Cecconi. Una legge da sbandierare, da twittare, ma vuota come un guscio vuoto.

Punto terzo: In questa legge-feticcio non manca nulla, neppure l’Authority Antistrust, ovvero l’autorità garante che tutto venga rispettato. Son cinque membri, tre su cinque son scelti dal governo. Come a dire che, in una partita di calcio, una delle due squadre decide pure l’arbitro.

Domanda finale: secondo voi, una congerie di persone che ha occupato ogni angolo ed interstizio di questo stato con amici ed amichetti, che ha svenduto o esternalizzato ogni servizio pubblico alle proprie multiutility o alle proprie cooperative, secondo voi queste persone avrebbero mai potuto concepire una legge seria e rigorosa sul conflitto d’interessi?Secondo voi una congerie di gente che ha, tra le sue fila, indagati di ogni genere, maratoneti delle mazzette, anomalie come il ministro Poletti e il ministro Guidi, per non citare il ministro Boschi e la Banca Etruria, avrebbe mai potuto concepire una legge rigorosa che li avrebbe, in un sol colpo, esclusi in blocco?

Ricordo gli Italiani, gonfi di indignazione, ruggire contro l’arbitro Bayron Moreno, colpevole di uno scandaloso arbitraggio contro la nostra nazionale. Saranno capaci gli stessi Italiani di ruggire indignati contro questa ennesima presa in giro nei loro confronti? 

Attendo con ansia un segnale da parte vostra. Non lasciate che vi calpestino ancora.
Noi avevamo proposto una legge serie. Perchè è possibile avere regole chiare e rigorose. Siamo rimasti inascoltati. 

Una risposta a “Il conflitto d’interessi all’italiana”

  1. Ciao Paolo, che dire! Più che incoraggiarci a vicenda su questo tema, tenerlo sempre presente e approfondirlo, parlarne a tutte le occasioni che la realtà ci presenta (e sono tante) che fare?

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