Ho denunciato Renzi per danno erariale

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Stamani Luigi Di Maio ed io abbiamo depositato un formale esposto alla Procura della corte dei conti, riguardante l’uso disinvolto da parte del Premier Matteo Renzi la sera del 30 dicembre 2014. In quanto è stato utilizzato un volo di Stato per portare il Presidente del Consiglio e famiglia in vacanza in Valle d’Aosta.
Nell’esposto chiediamo di accertare se c’è stato un danno erariale.

In quanto, il Presidente del Consiglio è partito alla volta di Aosta con un Falcon 900 dell’Aeronautica Militare. Per essere più precisi è atterrato a Ciampino da Tirana, dove era in visita ufficiale, alle ore 17:25 Z con l’Airbus A 319 ed è ripartito mezz’ora dopo, alle 18:01 Z, per Aosta con il Falcon 900.

Da una attenta lettura dei piani di volo dell’aeromobile militare emerge che dopo 25 minuti di volo, esattamente alle 18:50 Z, il Falcon 900 cambia piano di volo dirigendosi questa volta a Firenze. Da Aosta, dove era inizialmente indirizzato, la rotta viene deviata a Firenze. Si presume per prendere a bordo la famiglia del Premier, così da andare tutti insieme in vacanza.
In pratica il Presidente del Consiglio ha confuso l’aereo di Stato per un taxi. Questa deviazione del Premier fa ritardare l’arrivo del Falcon ad Aosta che dovrà quindi atterrare all’aeroporto Corrado Gex in orario notturno.  Il problema è che l’aeroporto Corrado Gex di Aosta, come da certificazioni Enac, è autorizzato a rimanere aperto esclusivamente dall’alba al tramonto e mai, in passato, è stato consentito l’atterraggio e il decollo notturno.

Le  normative riguardo ai voli di stato sono molto chiare e non è vero che il volo di Stato è necessario per  rispettare i “protocolli di sicurezza”,  i voli di Stato sono soggetti ad una disciplina stringente fondata su criteri di economicità, opportunità e ammissibilità mentre i cosiddetti “protocolli di sicurezza” si applicano a tutte le cariche istituzionali a prescindere dal mezzo di trasporto impiegato!
Ricordo che il 30 dicembre 2013 l’allora premier Enrico Letta, per le sue vacanze e quelle della sua famiglia, ha preso un regolare volo di linea a sue spese. Forse per lui i cosiddetti “protocolli di sicurezza” non valevano?

La normativa in materia di utilizzo di volo di Stato è stringente e si applica al Presidente del Consiglio alla stessa stregua degli altri ministri. Per la nostra Costituzione, il Presidente del Consiglio è un primus inter pares, in quanto egli non è il solo titolare della funzione di indirizzo del Governo, ma si limita a mantenerne l’unità, promuovendo e coordinando l’attività dei ministri. Essendo di pari rango con gli altri ministri, allo stesso va applicata la medesima disciplina regolamentare in materia di trasporto aereo di Stato, ovvero i medesimi criteri di economicità, opportunità e ammissibilità previsti per i suoi pari grado, con la sola eccezione della esclusione dalla procedura autorizzativa, obbligatoria per tutti gli altri casi, come da art. 3, comma 2, del decreto legge 06 luglio 2011, n. 98, Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria, da cui deriva la direttiva di Stato del 23 settembre 2011, in materia di trasporto aereo di Stato, dove emerge che sono numerose le norme che il Premier ha infranto per far pagare agli italiani il suo viaggio a Courmayeur.

In sintesi, secondo noi e per questo abbiamo chiesto alla corte dei conti di fare chiarezza in merito, Renzi ha infranto l’articolo 2, comma 4, che dispone che: “Non è ammessa la concessione del trasporto aereo di Stato per le tratte sulle quali sia presente il trasporto ferroviario e tale servizio, tenuto conto delle modalità di erogazione, risulti idoneo ad assicurare il trasferimento in tempi ed orari compatibili con gli impegni istituzionali.”

Ha infranto l’articolo 6, comma 1, che dispone che: «Sono ammessi al trasporto aereo di Stato esclusivamente i soggetti destinatari del volo e i componenti della delegazione della missione istituzionale indicati nella richiesta di concessione del trasporto aereo; sono ammessi, altresì, estranei alla delegazione accreditati dall’Autorità titolare del volo in quanto funzionali allo svolgimento della missione.»

Ha infranto l’articolo 7, comma 1, sempre della Direttiva in materia di trasporto aereo di Stato, che dispone che: «Il trasporto aereo di Stato è disposto secondo criteri di economicità e di impiego razionale delle risorse, previa rigorosa valutazione dell’impossibilità, dell’inopportunità o della non convenienza dell’impiego di differenti modalità di trasporto, ovvero previa verifica delle specifiche esigenze di alta rappresentanza connesse alla natura della missione istituzionale supportata

Nello nostro caso Aosta è facilmente raggiungibile tramite collegamento ferroviario e dista pochi chilometri dall’aeroporto «Sandro Pertini» di Torino Caselle, facilmente raggiungibile tramite normale volo di linea e soprattutto il Premier e la sua famiglia non avevano da compiere nessuna missione istituzionale ad Aosta se non quella di recarsi a sciare a Courmayeur.
Per il trasporto aereo della famiglia del Presidente Renzi non è stato, pertanto, rispettato nessuno dei surricordati «criteri di economicità e di impiego razionale delle risorse» e non vi è stata nessuna rigorosa «valutazione dell’impossibilità, dell’inopportunità o della non convenienza dell’impiego di differenti modalità di trasporto».

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