Governo Renzi sta affossando il settore dei droni

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Tasse e burocrazia sono i principali nemici degli imprenditori italiani. Coalizzati insieme rappresentano i lacci formidabili che frenano le enormi potenzialità della nostra economia e che il M5S taglierà, una volta giunto al governo.

Adesso, però, siamo all’opposizione e non possiamo fare altro che denunciare le molte assurdità di questo Governo. Infatti intollerabili privilegi vengono elargiti alle non poche caste che gli ruotano intorno mentre con tasse e balzelli di ogni sorta viene portato allo stremo chi, nel nostro Paese, produce ricchezza.

Proprio in questi giorni mi sto occupando di un’altra situazione di questo genere. Mi riferisco al fiorente mercato dei droni civili, un settore in pieno fermento in Italia che conta già circa 5000 operatori professionali e un giro d’affari stimato in più di un miliardo di Euro.

Un settore che promette lavoro e futuro.

Che fa il nostro lungimirante Governo?

Tramite l’Ente Nazionale Aviazione Civile (ENAC) dapprima disciplina la materia, coinvolgendo gli operatori di settore al punto da emanare il 15 settembre 2015 il II Regolamento “Mezzi aerei a pilotaggio remoto”. Poi, a sorpresa, il 23 dicembre 2015, dopo appena tre mesi e per di più sotto le festività natalizie, cambia il II Regolamento sui droni senza informare preventivamente gli operatori del settore che si ritrovano con un quadro regolatorio stravolto.

Leggendo la mia interrogazione vi renderete conto di quanto sia assurda questa decisione. Oltre a ledere il principio della certezza del diritto, tale decisione sta creando enormi danni economici all’intero comparto. Infatti, avendo, come riferimento, la precedente e “condivisa” versione del II Regolamento, erano già  stati effettuati dagli operatori ragguardevoli investimenti. Inoltre l’ENAC nè motiva nè risponde agli operatori di questo settore contravvenendo pure alle precise prescrizioni normative sulla trasparenza della pubblica amministrazione che prevedono tempi certi per i riscontri.

In conclusione (sconsolata conclusione) un settore dalle grandi potenzialità economiche in Italia viene bloccato da un comportamento ondivago (schizofrenico?) di un Governo che cambia le regole in corso d’opera senza una preventiva informazione ai soggetti interessati e che assume discutibili decisione senza tener conto delle conseguenze causando, di fatto, una pesante penalizzazione rispetto ai concorrenti stranieri.

Mi chiedo: “Cui prodest?”

Cosa c’è dietro ad una simile manovra?

Il Governo è pregato di rispondere.

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