La bula di Belangero (Asti)

bula

È con un certo sconcerto e una grande amarezza che ho presentato questa interrogazione riguardante la bula di Belangero (Asti) al ministro dell’ Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare.

Nel comune di Asti, in località Boana, si estende l’oasi urbana WWF “La Bula”

La “Bula” di Belangero comincia a prendere forma da un’idea di un attivista WWF nel 1990 che chiese la gestione di un piccolo buco residuo di una cava. Da quell’idea iniziale si passò alla realizzazione di un grande progetto d’insieme con escavazioni mirate a ricostruire un ambiente “umido”. Insomma si ricostruì un habitat che è indispensabile per gli uccelli e altre forme di vita. Portare a temine questo progetto non fu facile. Ci si mise pure l’alluvione del 1994 che spazzò via  il lavoro fino ad allora svolto riempiendo i laghetti di fango e detriti. Il progetto ripartì nel 1999 e decollò oltre le più rosee speranze.

La Bula, ricordo e sottolineo, nata da un innovativo progetto di ingegneria naturalistica, è il frutto del recupero di un territorio abbandonato al più totale degrado ed è o dovrebbe essere il paradiso di uccelli acquatici. Inoltre la Bula di Belangero con la sua estensione di circa 20 ettari di terreno, con i suoi stagni, laghetti, lanche, canneti, fa parte fa parte del Sito d’Importanza Comunitaria (SIC) “Stagni di Belangero”. Tale sito si estende per 591 ettari di territorio lungo il fiume Tanaro che è preziosa stazione di sosta e svernamento per specie migratorie e culla di biodiversità.

Da una faticosa iniziativa al successo biologico, oggetto di studi naturalistici, tesi di laurea e progetti finalizzati al miglioramento ambientale di siti compromessi dall’invasiva attività dell’uomo. Inoltre, data la vicinanza con il centro abitato di Asti, l’Oasi è diventata punto di riferimento del territorio astigiano per le attività didattiche, i “laboratori” di educazione ambientale e le visite naturalistiche, richiamando, per le numerose specie di uccelli presenti, molti appassionati di birdwatching e fotografi.

Quindi è appunto con sconcerto e amarezza che constato i danni provocati dalla sciatteria e dall’inciviltà di chi continua a considerare la Bula semplicemente come un altro tratto di territorio isolato sulle sponde del Tanaro da sporcare o utilizzare a proprio piacimento senza tener conto della sua straordinarietà ambientale. L’Oasi è quotidianamente minacciata da attività illecite quali bracconaggio, pesca di frodo e sversamento illegale di rifiuti, anche tossico-nocivi come l’ondulina in fibra di amianto. Senza contare i buchi nella recinzione (ne hanno tagliati fino a 30 metri in un solo colpo) che vengono anche usati per l’ingresso di greggi di pecore, attirati dai 6 ettari a prato dell’Oasi.

I volontari e i simpatizzanti dell’associazione ambientalista WWF, che in convenzione con l’Ente Parchi Astigiani gestisce l’Oasi, trascorrono più tempo nella rimozione dei rifiuti, nell’installazione di barriere e nel controllare bracconieri e pescatori di frodo che per le loro attività istituzionali quali il censimento degli uccelli, il monitoraggio della flora e della fauna, la documentazione fotografica dell’habitat, la manutenzione dei camminamenti e dei percorsi, le visite guidate di gruppi e scuole e i laboratori educativi.

I gestori del sito con numerosi esposti, denunce, segnalazioni hanno richiesto alle autorità competenti un pronto intervento volto ad arginare questi comportamenti illeciti. Ma i risultati sono stati scarsi.

In considerazione di questa situazione ho posto al ministro dell’Ambiente questa interrogazione su quali iniziative intenda intraprendere per garantire finalmente la pulizia e la sicurezza dell’Oasi della Bula, patrimonio non solo astigiano, ma di tutto il paese.

Qui il testo dell’interrogazione:

Link banca dati Camera

 

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