Basta voli blu!


Sono stufo di assistere all’uso di voli di stato come se fossero taxi volanti per le ragioni più disparate: chi, come l’ex premier Renzi, per recarsi con l’intera famiglia a sciare a Courmayeur; chi, come il suo predecessore Silvio Berlusconi, per trasportare soubrette, ballerine e cantanti nella sua residenza privata di Villa Certosa per i bunga bunga estivi.

Le cronache giornalistiche sono piene di ministri e sottosegretari che li hanno impiegati per partecipare ad eventi elettorali (quasi tutti), assistere al gran premio di Formula Uno (Mastella), partite di calcio (La Russa) e, addirittura, come il recente caso del Ministro degli Esteri, Angelino Alfano, per recarsi in giro per l’Italia a presentare il suo ultimo libro o semplicemente per tornare ogni fine settimana nella sua amata Sicilia. Nonostante l’aeroporto di Catania sia poco distante dalla sua abitazione e ci siano molti voli di linea.

Le scuse sono sempre le solite: occorre garantire alti livelli “di sicurezza o il trattamento protocollare connesso al rango della carica rivestita” oppure che si tratta di voli di addestramento. Quindi mentre si addestra, si trasporta il ministro e si risparmia. Questi grillini incompetenti che non sanno contare e non capiscono che così lo Stato risparmia! Il massimo del sublime perché arrivano a farti anche la morale!

La misura è ormai colma! In un’epoca di spending review non ci sono ragioni di sicurezza e di protocollo tali da giustificare un abuso di tale modalità di trasporto che rappresenta la più onerosa tra quelle disponibili. I dati parlano chiaro: i voli blu ci costano in media 50 milioni di euro l’anno. Una piccola goccia, è vero, rispetto ai miliardi di euro che ci costa la casta politico-burocratica del nostro Paese, ma rappresentano pur sempre un odioso privilegio. Per questo, come M5S, riteniamo essenziale porre fine a tutto questo intervenendo per rendere la normativa in materia di voli di Stato più stringente e meno “interpretabile” come quella oggi vigente, lasciando, appunto, ampia discrezionalità al loro impiego. Nella nostra proposta di legge, a mia prima firma, disponiamo che:

1. I voli di Stato siano concessi unicamente per finalità istituzionali e limitati alle cinque figure apicali dei nostri vertici istituzionali (Presidente della Repubblica, Presidenti di Camera e Senato, Presidente del Consiglio dei Ministri e Presidente della Corte Costituzionale);

2. Per i membri del governo e delle delegazioni ufficiali degli organi costituzionali i voli di Stato siano concessi unicamente per le missioni istituzionali all’estero in quanto l’attuale rete aeroportuale e l’alta velocità ferroviaria possono già oggi garantire spostamenti in tempi celeri e ragionevoli;

3. In tutti i casi i voli di stato siano vietati laddove sussistono valide alternative di trasporto e in occasione di operazioni di addestramento;

4. I voli di Stato, dettati da ragioni di sicurezza, debbano riguardare pericoli e minacce insorgenti e persistenti in concreto e non presunti;

5. Tutti i voli di Stato debbano essere resi pubblici mediante pubblicazione nei siti internet istituzionali di tutti gli organi costituzionali interessati insieme alle informazioni sulle ragioni del loro utilizzo.

6. Infine a controllare l’effettiva applicazione di tali disposizioni sia la Corte dei Conti a cui l’ufficio preposto alla concessione dei voli di Stato, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, dovrà trasmettere le informazioni amministrative, tecniche e finanziarie dei voli effettuati per gli accertamenti sulla loro legittimità e appropriatezza.

Siamo certi che queste poche, ma stringenti norme porranno finalmente fine alla prassi, ormai tipica del nostro Paese, di utilizzare, in maniera disinvolta e, a tratti, spregiudicata i voli di Stato per finalità che sono tutto tranne che pubbliche. Privilegi onerosi che tanto fanno indignare gli italiani, la stragrande maggioranza dei quali viaggia su mezzi pubblici da terzo mondo. 

Queste sono norme di buon senso che chiederemo subito di far calendarizzare. Ma abbiamo seri dubbi che il Conte Gentiloni e la sua maggioranza possano minimamente prenderle in considerazione.

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