Askoll è salva, o forse no?

Talvolta constatare che si era visto giusto, procura una grande amarezza.
Talvolta si preferirebbe aver avuto torto.
Come nel caso Askoll , azienda di Castell’Alfero in provincia di Asti.
Ricordate questo caso?

Si era alla vigilia delle elezioni. Deputati ed assessori del PD annunciarono di aver salvato l’azienda e di averne rinviato la chiusura almeno di un anno. In disaccordo con questo annuncio rilasciai ai giornali dichiarazioni che andavano in senso contrario, essendo le mie valutazioni sullo stato di salute dell’azienda molto più pessimistiche. O semplicemente più realistiche. In seguito a queste mie dichiarazioni fui,  diciamo,  aspramente criticato. Un collega di altro schieramento arrivò a telefonarmi insultandomi pesantemente e tacciandomi di essere falso e disfattista.

Per chiarire le ragioni delle mie dichiarazioni allora scrissi questo comunicato:

ASKOLL ACCORDO (QUASI) RAGGIUNTO, MA CHIUDERÀ LO STESSO

 Di questo comunicato riporto la conclusione che rimane attualissima.

“Come spesso accade in Italia,  invece di porre attenzione ad una prospettiva a lungo termine si è preferito dare il contentino ai lavoratori in vista delle prossime elezioni. Come è ovvio , ci siam fatti il classico nodo al fazzoletto e tra dodici mesi andremo a verificare. Chi ora sta cantando vittoria , avrà di che ricredersi su questo cosiddetto “salvataggio”.”

Ed ecco la prima verifica che tocca ben prima dei dodici mesi previsti ad almeno 30 lavoratori.

Appare evidente la necessità ormai improrogabile di istituire il reddito di cittadinanza per porre rimedio a questa situazione e invito quindi il governo a calendarizzare e votare al più presto la nostra proposta in tal senso.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/04/reddito-di-cittadinanza-600-euro-a-chi-non-ha-lavoro-disegno-di-legge-m5s/764949/

 

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