Alessandria: falda acquifera a rischio

Paolo Romano manifestazione acqua Alessandria
La più grande falda acquifera della Provincia di Alessandria è messa in pericolo dal progetto di una discarica di rifiuti industriali a Sezzadio e dalla lavorazione di rifiuti tossico-nocivi a Predosa. Il rischio enorme di inquinamento per le falde acquifere profonde, deriva dalla presenza di migliaia di pozzi, costruiti nel secolo scorso, con una tecnica di perforazione ora non più ammessa, che consentiva alla falda superficiale di “comunicare” con le falde sottostanti. Questo chiaramente è causa di contaminazione delle falde profonde, dalle quali si attinge per bere e irrigare. Molti di questi pozzi oggi non vengono nemmeno più utilizzati, però secondo le stime degli operatori del settore, solo nella provincia di Alessandria sono presenti dai 3 ai 4mila di questi pozzi, arrivando fino a 100mila nell’intera pianura padana.

La Regione Piemonte, con il Piano di Tutela delle Acque stabilisce che: “Le attività di ricondizionamento o chiusura dei pozzi che consentono la comunicazione tra la falda freatica e le sottostanti falde profonde siano completate entro il 31 dicembre 2016, con riferimento all’intero territorio regionale”. Purtroppo però, la grande maggioranza di questi pozzi, non è mai stata denunciata e non esiste un censimento esaustivo. Nella sola Provincia di Alessandria ne sono stati censiti appena 700 e meno di cinquanta sembra siano stati ricondizionati.

Tale fallimento è dovuto al fatto che l’operazione di ricondizionamento ha un costo che si aggira da un minimo di 10mila euro a più di 30mila euro a pozzo. Siccome la stragrande maggioranza di questi pozzi sono di piccoli e medi agricoltori, oppure di industrie che non esistono più perché fallite, è facile capire perché molti non si sono adeguati, semplicemente perché non hanno le risorse necessarie per fare questi lavori. Per questo motivo, se vogliamo davvero salvaguardare le falde acquifere, lo Stato dovrebbe accollarsi tali oneri. Anche se si tratta di un costo di diversi miliardi di euro, rientra nelle attività di bonifica che servirebbero a riqualificare la sicurezza ambientale del nostro devastato territorio. Parliamo di salvaguardare le falde acquifere da dove attingiamo per bere e per irrigare i nostri prodotti dell’agroalimentare. Non si scherza su questo! Invece lo Stato che fa? Butta miliardi di euro in investimenti, quale il terzo valico, che paradossalmente aumenta i rischi di disastro ambientale nel nostro Paese.

Per un quadro della situazione più chiaro, posto in ordine cronologico alcuni articoli sulla questione:
http://www.alessandrianews.it/alessandria/cave-falde-acquifere-questione-che-riguarda-tutta-provincia-134109.html [01.06.2016]

http://www.alessandrianews.it/alessandria/doppio-presidio-comitati-falda-rischio-predosa-sezzadio-126951.html [23.02.2016]

http://notavterzovalico.info/2016/02/18/martedi-23-febbraio-presidio-ad-alessandria-per-salvare-la-falda-di-sezzadio/ [18.02.2016]

http://www.inchiostrofresco.it/blog/2015/05/19/le-falde-acquifere-occhio-non-vede/ [19.05.2015]

http://mag.corriereal.info/wordpress/2015/03/06/interrare-rifiuti-e-farla-franca-grazie-alla-lentezza-dellacqua-di-falda-e-alla-prescrizione-parte-un-ciclo-di-incontri-di-medicina-democratica/ [06.03.2015]

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