Accordo Letta Berlusconi per la fine di Telecom Italia

telecom-letta-berlusconiÈ ormai evidente a tutti la ragione per cui Letta è ancora al Governo. Il prezzo che ha dovuto pagare è la fine di Telecom Italia ormai prossima a passare nelle mani di Mediaset. La nascita del Nuovo Centro Destra è stata una grande finzione per far continuare l’esperienza di Governo del nipote di Gianni Letta, noto braccio destro di Silvio Berlusconi. Gli interessi in gioco sono talmente alti che Berlusconi non poteva permettersi di far cadere il Governo. Parliamo del controllo del nostro sistema di telecomunicazioni che con gli accordi Telco, del settembre scorso, passerebbe, dal primo di gennaio prossimo, sotto il diretto controllo di Telefonica, la compagnia telefonica spagnola partner commerciale della stessa Mediaset. L’accordo quindi è spartirsi Telecom Italia consegnando agli spagnoli Telecom Argentina, già svenduta in tutta fretta, e Tim Brasil, prossima alla svendita, così da diventare il più importante operatore nei mercati più ricchi dell’America Latina. Mediaset invece acquisterebbe a saldo il sistema delle antenne, la cui vendita è curata da Siniscalco un ex ministro berlusconiano,  ed entrerebbe successivamente nell’azionariato Telecom diventando così il più importante gruppo di tlc del nostro paese.

Però oltre il M5S il Governo si è trovato davanti due ostacoli inaspettati. Il primo rappresentato dal senatore Mucchetti, Presidente della Commissione industria, commercio, turismo del Senato, ostinato nel far approvare in tutti i modi una norma di modifica della disciplina dell’OPA che stroncherebbe sul nascere l’accordo Telefonica -Mediaset.
Riforma su cui  il Senato si è già espresso favorevolmente votando a stragrande maggioranza una Mozione in cui si impegnava “con la massima urgenza il Governo ad agire in questa direzione. Il Governo tutto ha fatto tranne che rispettare la volontà del Parlamento, anzi ha adottato un vero e proprio atteggiamento ostruzionistico impedendo qualsiasi tentativo di approvazione della norma.
L’altro inaspettato ostacolo è rappresentato da Giuseppe Vegas, il Presidente della Consob, che sta “osando” indagare sulle deliberazioni dello sfiduciato cda Patuano, su cui oggi l’assemblea straordinaria deciderà il destino.
Il Governo che fa? Si attiva con un emendamento alla legge di stabilità, che non può prevedere norme ordanimentali e settoriali, per allargare il cda Consob in modo da mettere il Presidente in minoranza. Tentativo fortunatamente fallito, ma che non tarderà il Governo a ripetere, e che ci fa capire qual è la posta in gioco di tutta questa faccenda.
Ormai è tutto chiaro. Il Governo del nipote Letta sta pagando a caro prezzo la pseudo uscita di scena di Berlusconi che ieri a Piazza Affari, in un solo giorno, ha guadagnato 200 milioni di euro, perché gli analisti danno per scontato il successo della manovra con Telefonica.  Purtroppo il prezzo più grande lo pagheranno sempre gli italiani che avranno la più inadeguata infrastruttura di telecomunicazione d’Europa in mano ad un condannato che potrà utilizzarla per continuare a ricattare il nostro Paese. Insomma: un incubo che spero l’assemblea straordinaria Telecom possa evitare!

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