A Natale Telefonica trova sotto l’albero Telecom

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In tempi record, rispetto alla normale prassi parlamentare, il Senato della Repubblica il 17 ottobre, aveva approvato all’unanimità una Mozione per chiedere al Governo un intervento urgente di modifica della disciplina dell’OPA. Dunque l’Esecutivo veniva impegnato a introdurre, “con la massima urgenza, anche attraverso l’adozione di un apposito decreto legge”, le necessarie modifiche al Testo Unico della Finanza (TUF), in modo da rafforzare i poteri di controllo della Consob nell’accertamento dell’esistenza di situazioni di controllo di fatto. Inoltre la mozione prevedeva di aggiungere alla soglia fissa del 30 per cento, già prevista per l’Opa obbligatoria, una seconda soglia legata all’accertata situazione di controllo di fatto. Questo, anche per contrastare il tentativo di scalata senza OPA di Telefonica in Telecom Italia.

Il Governo però, nella discussione al Senato, prima riesce a far togliere dall’impegno il limite temporale dei 30 giorni entro il quale presentare il decreto legge, poi esprime parere favorevole in ragione del fatto che riesce a trovare un furbesco escamotage. Ovvero, utilizzare la parola “anche” della mozione in senso facoltativo. Dunque, il Governo si appiglia a quel termine per valutare a suo piacimento l’opportunità di recepire o meno il contenuto della mozione.

Dunque, in virtù dell’avverbio anche, il Governo si è sentito esonerato dal presentare un decreto legge. A questo punto l’Esecutivo ci dovrebbe spiegare quale altro provvedimento normativo dal carattere urgente intenda adottare perché, altrimenti, ci troveremo di fronte ad una clamorosa disapplicazione di un atto di indirizzo del Parlamento.

Si tratta di una palese astuzia argomentativa volta a forzare il significato di quanto disposto, quando nella realtà è specificato a chiare lettere che il Governo “con la massima urgenza” deve procedere ad una riforma dell’OPA.

E mai possibile che con tutti i provvedimenti presentati dal Governo, (tutti in evidente contrasto con l’art. 77 della Costituzione – il Governo emano decreti sono in contesti straordinari e di emergenza), non si è riusciti a dare spazio ad una così importante iniziativa legislativa? Paradossalmente, proprio quando si ravvisavano i casi di necessità e di urgenza il Governo adotta un atteggiamento attendista! Cosa sta aspettando? Che Telefonica assuma dal prossimo primo gennaio, come da accordi Telco, il pieno controllo di Telecom Italia?

La modifica dell’OPA non è una riforma contra aziendam, come qualche viceministro ha detto, ma è una riforma pensata e voluta per fare il bene dell’Italia. Una legge è già presente in numerosi paesi, tra cui la Spagna di Telefonica. E’ gravissimo consentire che finisca in mano straniere una società come Telecom Italia, strategica per la nostra economia e sicurezza nazionale, a causa di una legislazione che permette il controllo di fatto delle aziende attraverso meccanismi finanziari a scatole cinesi. E’ inaccettabile che un’azienda del valore di miliardi di euro venga svenduta per poche centinaia di milioni. Se il Governo consentirà che questo avvenga, si assume una grave responsabilità nei confronti del Paese e noi del M5S non lo consentiremo.

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