Perché ricandidarmi? Perché sento che il mio compito non è ancora finito.

 

– Esperienze politiche e sindacali:
Dopo esser stato candidato alle regionali piemontesi del 2010 e alle comunali di Asti del 2012 sono entrato alla Camera dei Deputati nel 2013, membro della IX commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni.
Ho partecipato alla stesura del Programma di Governo M5S 2018 nel settore telecomunicazioni. In particolare il piano delle frequenze e dello sviluppo della infrastruttura di rete in fibra e del 5G.
In questi cinque anni mi sono occupato di questioni sia nazionali che locali. Dal trasporto aereo a quello ferroviario. Ho seguito tutta la vicenda Alitalia, mi sono battuto per far emergere i contributi elargiti alle compagnie lowcost.
Mi sono adoperato della riattivazione di alcune linee ferroviarie qui in Piemonte e mi sono impegnato con gli attivisti locali per risolvere conflitti d’interessi tra politica astigiana e banche locali. Inoltre ho dato tutto il mio supporto nel caso Santoro-ATC, il più grande scandalo di peculato in Italia, triste record astigiano.
– Il mio Curriculum da Attivista:
Son passati 12 anni dalla mia iscrizione al Meetup “Amici di Beppe Grillo” di Asti. Da allora il mio pieno e convinto supporto non è mai venuto meno sia fuori che dentro l’aula. Le mie prime battaglie si svolsero nei consigli comunali di Asti da dove, armato di webcam, venivo cacciato via. Le mie battaglie son continuate alla Camera dove mi beccai pure una sospensione di 10 giorni inflittami dalla Boldrini per aver, a suo parere, ecceduto nell’oppormi al decreto Bankitalia, quello che regalava 4,6 miliardi alle banche.
– Il mio Curriculum:
Data la mia formazione e il lavoro che svolgevo in una azienda leader in tecnologia per l’energia e l’automazione, una volta eletto alla Camera, ho trovato la mia collocazione “naturale” nella commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni.
Uno degli obiettivi, potrei dire il progetto con cui sono partito per Roma, riguardava, infatti, la connettività, una delle stelle del Movimento. Riportare la rete ad essere un’infrastruttura sotto il controllo dello stato, la miglior soluzione possibile per arrivare a coprire il paese in fibra e colmare finalmente il gap dell’Agenda Digitale Europea, che ci vede indietro rispetto a quasi tutti gli altri paesi europei, è stato il mio obiettivo. In questi anni questo progetto si è evoluto seguendo l’evoluzione degli eventi, acquisendo sempre nuove informazioni e venendo a contatto con soggetti nuovi. Ma ho potuto e dovuto occuparmi anche di altre importanti questioni come la vicenda Alitalia. Ho seguito tutto l’iter di questa storia italiana, dala sua svendita al destino dei suoi impiegati, tecnici e personale. Vicenda che umanamente mi ha molto toccato.
– Dichiarazione di intenti:
Perché ricandidarmi? Perché sento che il mio compito non è ancora finito.
Sono arrivato a Roma consapevole di mancare di esperienza “politica” nel senso “vecchio” della parola. E con i miei colleghi mi sono scontrato con un mondo dalle logiche addirittura perverse. È stata una lunga serie di battaglie. A poco a poco, nonostante tutto, abbiamo cominciato a ottenere risultati, acquisire compentenza e farci riconoscere la competenza. Permettemi di andare orgoglioso della stima che mi è stata manifestata proprio dai rappresentanti delle varie compagnie telefoniche per il fatto di “sapere di cosa si sta parlando”.
La mia esperienza è un fattore importante oggi. Ma la strada è ancora lunga. Il lavoro che ho iniziato, non è finito. Conservo il sogno di raggiungere gli obiettivi che mi ero preposto. Considero inoltre la mia esperienza importante per un movimento giovane che sta imparando e formando nuove leve. Credo che oggi il Movimento 5 Stelle sia veramente una possibilità importante per il futuro del nostro Paese. Per questo sono ancora qui a candidarmi. Per la possibilità di un futuro migliore!

Buone Feste!

Siamo alla fine di un altro anno e vicinissimi al termine naturale della 17ª legislatura…posso dirvi, che sono stati 5 anni molto intensi e molto veloci!

Ho avuto la fortuna, anche grazie a tutti voi di potermi mettere a disposizione del popolo italiano e credo di aver rispettato la costituzione adempiendo il mio compito con disciplina e onore, è stata sicuramente un’esperienza bellissima.

Ne Approfitto quindi per fare gli auguri a tutti e per ringraziare le tantissime persone che in questi anni mi sono state vicine, mi hanno aiutato e mi hanno supportato nella mia attività, senza avere doppi fini, senza cercare di perseguire beceri interessi personali.

Infatti “Solo i buoni sentimenti possono unirci;

l’interesse non ha mai forgiato delle unioni durature”. come diceva un noto filosofo…

Grazie quindi a tutto il movimentato 5 stelle. Per movimento 5 stelle non intendo solo i portavoce, ma tutte le persone che compongono questa grandissima famiglia!!

Ovviamente di strada da fare ce n’è ancora tanta, ma sono convinto che passo dopo passo riusciremo a portare avanti il cambiamento da noi tanto auspicato! I grandi cambiamenti non nascono solo da grandi imprese, ma anche da piccoli gesti quotidiani. Il nostro comportamento nella quotidianità porta informazione e aiuta a far crescere altri. Ognuno di noi ha infatti la possibilità e il dovere di provare a migliorare la società e sono i comportamenti di ogni giorno che la cambiano, le nostre scelte consapevoli che possono modificare la politica, l’economia, la cultura, ecc.

È quindi con viva e vibrante soddisfazione 😂 che vi lascio i miei migliori auguri di buone feste!!!

TASSA RIFIUTI – SCOPRI SE HAI PAGATO PIÙ DEL DOVUTO!

Ad ottobre 2016 il collega Giuseppe L’Abbate ha presentato una interrogazione parlamentare per sollevare il problema dell’errato calcolo della “quota variabile” della Tari, la tassa rifiuti.

La Tari, infatti, si compone di due quote: una fissa, in funzione dei metri quadri degli immobili, e una variabile che dovrebbe cambiare in funzione del quantitativo reale di rifiuti prodotto ma che, in mancanza di strumentazioni adeguate, i Comuni calcolano in rapporto ai componenti dell’utenza.

Quel che è accaduto è che, per quanto concerne le pertinenze (ovvero i garage, i box, le cantine, le mansarde, le soffitte, etc…), tanti Comuni hanno inserito nel conteggio anche la quota variabile per ognuna di esse: quindi una famiglia composta da 4 persone diveniva magicamente di 5 se possedeva un box, di 6 se deteneva anche una cantina, di 7 se vi era anche una soffitta nella propria utenza domestica.

Basta un esempio, preso da una bolletta di un contribuente a far comprendere la portata dei possibili rimborsi: circa 70 euro l’anno pagati ingiustamente dal 2014, in pratica quasi 300 euro totali!

Un errore sollevato anche da Il Sole 24 ORE ma che ha avuto un chiarimento solamente dopo la risposta all’ interrogazione data dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta.

Per verificare se nel tuo Comune la Tari è stata calcolata in maniera errata ti basterà, pertanto, prendere una bolletta della tassa rifiuti e controllare se oltre all’utenza “domestica” principale sono presenti altre voci “domestica – accessorio” e se è presente il valore “tariffa variabile”. Qualunque cifra riportata è, dunque, #ILLEGITTIMA.

Per fare ricorso, sarà sufficiente protocollare o inviare per raccomandata a/r, al Comune che ti ha richiesto il pagamento in eccesso in questi anni, un modulo con la copia delle bollette pagate ingiustamente. Trascorsi 90 giorni, se non si è ottenuta risposta o se è stato esplicitato un diniego, puoi fare ricorso alla Commissione tributaria locale.

Qui trovi il MODULO FAC-SIMILE da presentare al tuo Comune.

Per approfondimenti potete leggere i seguenti link:

*Per la Tari i cittadini pagano più del dovuto*
https://goo.gl/nonV7a

*Il Governo boccia i Comuni sul calcolo della Tari* https://goo.gl/Laejk2

*L’errato calcolo della Tari*
https://goo.gl/X75o8W

*Scopri quanto hai pagato in più di Tari*
https://goo.gl/vWZfJz

Vi piace volare a Londra o in qualsiasi altra grande città europea a poco prezzo?

Ma come fa Ryanair a far pagare i voli così poco?

Dovete sapere che le compagnie low-cost riescono a mantenere i prezzi cosi bassi grazie anche a soldi pubblici! Infatti, oltre a far pagare tutti gli extra e a cercare di risparmiare su qualsiasi cosa, non a caso Ryanair preferisce pagare le tasse in Irlanda, riduce al minimo i costi del personale, spesso i dipendenti sono assunti tramite agenzie di lavoro interinale, dal 2011 persino ai piloti vengono stipulati contratti interinali! In alcuni casi purtroppo anche al limite dello sfruttamento, per via di turni di lavoro massacranti, di contratti fatti con leggi irlandesi e tutti a tempo determinato, che poi sono la causa della attuale crisi. Sono molti i piloti e personale di volo che hanno preferito accettare proposte ed ambienti di lavoro migliori in altre compagnie.

Ma questi accorgimenti da soli non bastano a far scendere i prezzi alle cifre che conosciamo, per poter volare a prezzi bassissimi Ryanair, e altre compagnie low-cost, si fanno pagare dalle società aeroportuali (quasi tutte pubbliche o comunque con una partecipazione di province, regioni, ecc.).

Per garantire il servizio, le compagnie aeree stipulano contratti secretati con gli aeroporti, che arrivano a dare contributi fino anche a oltre 40€ a passeggero, spesso raddoppiandoli in quanto su una tratta es. Pescara Bergamo vengono finanziati sia da Pescara che da Bergamo.

Oltre a questo, cercano di risparmiare sui costi dei servizi aeroportuali, ottenendo sconti dai gestori per le operazioni di atterraggio e decollo. Un esempio è Pescara dove sono riusciti ad ottenere sconti fino al 56%.

Poi ci sono i contratti di co-marketing, che pressappoco funzionano così:

I’aeroporto prima contratta e si accorda in forma riservata con la compagnia low-cost, raramente emette un bando, ma nella maggior parte dei casi, gli altri potenziali concorrenti neanche si presentano perché già sanno che non verrebbero “scelti”.

Gli accordi sono quasi sempre occulti o il bando non viene neanche emesso. Quindi, successivamente, con la stipula del contratto, il trasferimento di denaro tra società aeroportuale e compagnia low cost avviene “occultamente” o sotto forma di contratto pubblicitario, strapagato dai vari enti locali (camere di commercio, aziende autonome, enti di turismo, ecc.), per comprare delle pubblicità che appaiono sulle riviste di bordo o sui siti delle compagnie low-cost.

Tutto questo spesso porta ad avere buchi enormi nei bilanci delle società aeroportuali, che in alcuni casi sono arrivate al fallimento, i bilanci sono poi stati ripianati a spese dei contribuenti e sono fallite di nuovo!!!

Nel nostro paese, questo meccanismo è amplificato a dismisura, dal fatto che abbiamo troppi aeroporti che si fanno una concorrenza spietata tra di loro, molti dei quali sono nati esclusivamente a scopo elettorale.

Questo pullulare di aeroporti e la concorrenza sfrenata, fa si che le compagnie aeree come Ryanair riescano a spuntare sconti eccezionali o contratti incredibilmente vantaggiosi per loro, facendo indebitare le società aeroportuali che poi saranno obbligate ad attingere a soldi pubblici per ripianare i bilanci.

Tutto questo ha portato al paradosso di aver dato negli ultimi 10 anni oltre un miliardo di euro a Ryanair, che è arrivata a controllare il 50% dei nostri voli interni, ha contribuito alla attuale situazione di Alitalia, non solo togliendogli passeggeri sulle rotte nazionali, ma favorendo gli hub intercontinentali stranieri.

Perché finanziamo Ryanair che lascia gli italiani a terra?

Caso Ryanair: la compagnia ha dovuto cancellare migliaia di voli, seminando il panico tra i viaggiatori italiani.

I motivi della cancellazione sono molteplici e in parte è colpa anche della politica.

L’efficienza economica della compagnia è indubbia e i profitti lo dimostrano, il problema è il modello di business delle low-cost, della quale Ryanair è la capofila.

Tutto si basa sulla riduzione dei costi, soprattutto del personale e sullo sfruttamento delle società aeroportuali e degli enti locali per farsi finanziare le rotte.

Ryanair ha il costo del personale più basso rispetto a qualsiasi competitor europeo e questo perché sfrutta alcune lacune legislative della Comunità Europea e buchi normativi negli accordi tra i diversi Paesi.

Sfruttando questi escamotage riesce a sottomettere i suoi dipendenti a condizioni inaccettabili, i contratti sono spesso con società di lavoro interinali con contratti a tempo determinato, questo ha portato al recente abbandono di molti piloti e di personale di volo, che hanno preferito accettare le offerte di altre compagnie, che evidentemente offrono condizioni e ambienti di lavoro migliori.

Trovandosi a corto di personale ha dovuto procedere alla cancellazione di molti voli.

Questo dovrebbe far riflettere la politica su quanto non è stato fatto perlomeno per arginare l’espansione della compagnia irlandese nel nostro paese che, complice anche la crisi di Alitalia, controlla ormai la metà delle rotte nazionali.

Così ora ci troviamo al paradosso di non avere più un vettore aereo che garantisca i voli nel nostro paese e aver finanziato con soldi pubblici per molti anni una compagnia low-cost straniera, che ha contribuito ad affossare la nostra ex-compagnia di bandiera.

Questo dovrebbe farci capire come il settore del trasporto aereo, strategico per lo sviluppo del nostro paese, non può essere abbandonato al libero mercato, ma ci vuole quantomeno una regia pubblica a livello nazionale che vigili sulle strategie di investimento degli enti locali e delle società aeroportuali, oltre a rivedere il piano aeroporti, eliminando il finanziamento statale agli aeroporti che non raggiungono l’equilibrio finanziario anche se questo dovesse comportare la chiusura di qualcuno di questi (esclusi ovviamente quelli che garantiscono la continuità territoriale), così come abbiamo previsto nel programma trasporti del Movimento 5 Stelle.

Poste: basta con disservizi e sfruttamento dei contratti a tempo!

C’è un’Azienda pubblica che ogni anno macina utili nell’ordine di miliardi di euro (+622 milioni nel 2016) eppure non esita a sfruttare migliaia di giovani con contratti di lavoro precari. Quest’azienda si chiama Poste Italiane. La conoscete tutti specialmente per i suoi disservizi nel recapito della corrispondenza. Disservizi che hanno origine proprio dal continuo depauperamento di risorse umane a tempo pieno (- 2400 dipendenti in un solo anno nel 2016) per favorire l’ingresso di lavoratori usa e getta, molti dei quali giovani. Infatti dopo appena 24 mesi sono subito rimpiazzati da altri volenterosi che sperano in una futura stabilizzazione che invece non arriverà mai. Ma lo Stato non dovrebbe dare l’esempio? Adesso è arrivato il momento di dire basta! Ieri ho presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri competenti per chiedere di porre fine alla precarizzazione di massa promossa dalla principale azienda pubblica del nostro Paese. Lo possono fare impegnando il gruppo Poste ad adottare politiche di reclutamento finalizzate ad una effettiva stabilizzazione degli assunti. Chiedo infatti che si parta col sanare il pregresso visto che sono decine di migliaia i giovani vittime di questo mobbing organizzativo. Lo si può fare istituendo delle graduatorie in modo tale che nessuno possa rimanere indietro. Non aggiungo altro. Potete leggere la mia interrogazione qui. Sempre con il fiato sul collo.

Alluvione ’94: basta false promesse elettorali, risolviamo seriamente la questione!

Oggi si è tenuto l’incontro del “Comitato Imprese Alluvionate Piemonte 1994″, dove si è parlato del mancato rimborso, dei tributi versati nel triennio 95-97 dalle aziende coinvolte nell’alluvione del 1994 e delle richieste di pagamento, che in questi giorni l’Inps sta inviando per chiedere la restituzione degli importi non dimostrabili.
Quindi, non solo ancora moltissimi cittadini e imprenditori di Asti, Alessandria e di tutto il basso Piemonte, attendono da anni il rimborso del 90% delle tasse, pagate ingiustamente in quanto alluvionati.
Ora, oltre al danno, si aggiunge anche la beffa: è di questi giorni, la notizia che lo Stato, pretende la restituzione dei rimborsi erogati, in quanto le aziende alluvionate, 23 anni or sono potrebbero aver percepito più del dovuto, ma, a 23 anni di distanza è quasi impossibile dimostrare i danni effettivamente subiti.
Ora, lo stato, per fare cassa, non esita a mandare sul lastrico le piccole e medie aziende piemontesi, rischiando di causare altra disoccupazione sul nostro territorio già in crisi, perché “colpevoli” di aver usufruito di un rimborso per sistemare i capannoni industriali alluvionati.
Chiaramente l’Inps agisce secondo procedure di legge, ma la questione è tutta politica, per questo chiedo ai parlamentari di maggioranza presenti all’incontro del “Comitato Imprese Alluvionate Piemonte 1994” di non limitarsi alle solite false promesse elettorali, visto che ad Asti e Alessandria si vota, ma di attivarsi seriamente per risolvere definitivamente questa questione!
Attendiamo fiduciosi riscontri.

ENAV: VITTORIA DEI CONTROLLORI DI VOLO MILITARI E DEI 5 STELLE  

Sala di controllo enav
Siamo all’opposizione e la nostra azione è molto spesso limitata da una maggioranza di centro sinistra destra (insomma ci sono tutti) che pur di mantenere lo status quo e impedire il cambiamento del Paese, non esitano a metterci i bastoni fra te ruote. Quindi, molto spesso, dobbiamo rivolgerci alla magistratura per tutelare i diritti lesi. 

È di pochi giorni fa, la notizia che il Tribunale Ordinario di Roma, Terza Sezione Lavoro, con la Sentenza n. 4179/2017 [leggi qui] ha dato ragione ai controllori di volo dell’Aeronautica Militare in servizio presso gli aeroporti ex militari convertiti al traffico civile, consentendo loro di transitare a domanda presso l’Enav, il provider nazionale per l’assistenza al volo, così da non dover essere costretti, dopo tanti anni di servizio, a traslocare in altra sede, oppure ad essere demansionati per esubero.

Noi abbiamo sostenuto questa battaglia perché ci siamo fatti due conti e abbiamo visto che mantenere in loco questi lavoratori, avrebbe comportato una minor spesa per Enav, poiché avrebbe dovuto assumere nuovo personale formandolo ex novo.

Enav voglio ricordare che è una società a totale controllo pubblico, anche se recentemente parzialmente privatizzata. Una stima per difetto, parla di un costo solo di formazione pari a 100 mila euro a controllore di volo, tutti soldi che si potevano e dovevano risparmiare; eppure pur a fronte ad una Risoluzione in Commissione presentata dal mio gruppo, a prima firma Dell’Orco, e ad un emendamento approvato nel 2014 che ha visto insieme, come raramente succede, maggioranza e opposizione, ENAV si è opposta al loro transito costringendo questi operatori ad una lunga controversia legale.

Il 5 maggio u.s. è arrivata l’agognata Sentenza che ha condannato Enav Spa ad “adottare tutti i necessari e conseguenti provvedimenti, al fine di garantire l’attuazione di tale diritto”. Lo faranno? Noi vigileremo!

Poste di Asti: basta carenze di organico


In Provincia di #Asti, negli ultimi 4 anni, il personale di #Poste Italiane è calato di ben 200 addetti. Come hanno risolto il problema della riduzione di organico? Semplice! Con l’introduzione dei “giorni alterni” di apertura degli uffici e del servizio di recapito e con il ricorso massiccio ai contratti a termine. È arrivato il momento di dire basta!  

Ieri ho depositato un’interrogazione per chiedere al Governo di intervenire con urgenza per sopperire alla carenza di organico del personale di Poste Italiane nell’astigiano, ormai non più tollerabile e per porre fine agli abusi dei contratti a termine, alimentando il già diffuso fenomeno del precariato nel nostro Paese, fenomeno ancor più riprovevole se ad abusarne è un’azienda a controllo pubblico come Poste Italiane che percepisce lauti e sostanziosi contributi per il servizio svolto e dove i manager guadagnano milioni di euro l’anno. È arrivato il momento di cambiare indirizzo alle nostre Poste!

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